Terni, il prefetto De Biagi ringrazia per la riuscita della bonifica dell’ordigno di Cesi

TERNI – Al termine delle operazioni di bonifica dell’ordigno bellico rinvenuto a Cesi, il prefetto De Biagi ringrazia tutti coloro che hanno lavorato nelle operazioni.

“Anzitutto agli Ufficiali e agli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma che con grande maestria hanno condotto i delicati interventi di messa in sicurezza e successivamente di brillamento del pericoloso ordigno; e poi a tutti coloro che hanno assicurato il proprio impegno, senza risparmio e con grande professionalità, fondamentale per la perfetta riuscita delle complesse operazioni di evacuazione, di controllo e messa in sicurezza dell’area e di costante assistenza alla popolazione coinvolta. Un grazie sincero al Sindaco e a tutte le articolazioni del Comune di Terni, alla Regione e al suo sistema di protezione civile, alla Provincia, a tutte le Forze di Polizia, ai Vigili del Fuoco, all’Autorità Sanitaria nelle varie articolazioni intervenute, alla Croce Rossa Italiana, ai gestori dei servizi pubblici coinvolti, al Comune di Narni e al proprietario della cava in cui è stata fatta brillare la bomba, all’ENAC e a tutti i volontari che ancora una volta hanno fornito un esempio di grande disponibilità, passione e competenza. Grazie ai cittadini che hanno collaborato con senso civico sopportando, con sensibile consapevolezza, gli inevitabili disagi connessi agli interventi e grazie agli organi di informazione che hanno accompagnato con equilibrio le operazioni fornendo preziose notizie di servizio alla popolazione coinvolta. Consentitemi, infine, di esprimere una nota di merito anche ai dirigenti e al personale della Prefettura che mi hanno supportato nell’impegno senza risparmio alcuno e con grande professionalità. Sono convinto che la comunità ternana abbia dato nella circostanza un esempio di compattezza, di senso istituzionale e di spirito di sacrificio che costituisce ottimo auspicio anche per ogni altro futuro impegno a cui dovesse essere chiamata”.

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