Terni, Socialisti: “La vicenda delle incompatibilità è grottesca”

TERNI – “A Terni, a poche settimane dall’insediamento del Consiglio Comunale che doveva rappresentare il cambiamento nella guida dell’amministrazione, impersonato da soggetti di presunta specchiata correttezza, moralità, capacità operativa e impegno disinteressato a favore dei cittadini e del bene comune, si scopre che numerosi consiglieri e neo assessori, non solo non sono al di sopra dei sospetti, ma hanno anche dichiarato il falso in un atto pubblico, incappando così in un illecito che comporta conseguenze di carattere penale”. Così si esprime la Federazione provinciale e comunale di Terni del Psi. “La moglie di Cesare non deve solo essere onesta – commenta Rossano Pastura, segretario provinciale del PSI di Terni –, ma anche sembrare onesta. Così i romani sottolineavano il dovere morale di chi ricopriva incarichi pubblici e lo legava al dover essere al di sopra di ogni sospetto”. “Volendo rimanere ora all’aspetto politico – prosegue Pastura –, ci chiediamo con quale coraggio queste persone possono continuare a sedersi sui banchi della maggiore istituzione cittadina, senza provare un briciolo di vergogna nei confronti dei tanti cittadini che, in buona fede, gli hanno attribuito la propria fiducia affidandogli la guida della città”. “A tale proposito – aggiungono dalla federazione socialista di Terni – vogliamo sottolineare alcune particolarità. Da una parte il silenzio assordante del sindaco, non particolarmente attivo in verità nemmeno durante la campagna elettorale quando è ‘sfuggito’ a numerosi confronti, e dei rappresentanti regionali e nazionali dei partiti che compongono la maggioranza. Dall’altra lo stesso silenzio da parte degli interessati, che interpretiamo come un gesto altrettanto irrispettoso nei confronti dell’istituzione e dei cittadini, nascondendo le proprie responsabilità”. “A eccezione del consigliere Simonetti – dichiarano i socialisti di Terni –, che ha ammesso la propria negligenza, nessuno si è fino a oggi palesato. Al consigliere Simonetti del Movimento 5 Stelle, a cui diamo atto di aver reso pubblica la propria situazione, che in effetti potrebbe sembrare davvero irrisoria vista l’entità del debito, chiediamo comunque di tener fede a quanto dal suo movimento preteso nei confronti degli altri e di dimettersi dalla carica di consigliere comunale”.

“Certo che se poi dovessimo dar credito alle assurde dichiarazioni dell’assessore Melasecche – ha concluso Pastura – che, anziché ammettere la mediocrità generale della compagine amministrativa di cui fa parte accusa la minoranza di fare ostruzionismo solo perché chiede il rispetto delle norme e dei regolamenti, la vicenda da assurda rischia di diventare comica”.

 

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