Terremoto, asta di beneficenza: 4.600 euro il ricavato

PERUGIA –  Ammonta a 4.600 euro, l’incasso, ancora provvisorio, dell’asta d’arte di beneficenza a favore delle popolazioni di Norcia colpite dal terremoto, che si è svolta sabato 14 gennaio presso la sala comunale “Porto Franco” di Ponte San Giovanni (Perugia). L’iniziativa “Arte per la solidarietà”, promossa dall’Agenzia d’Arte “Rothko” e dall’Associazione Culturale E20 GAIA di Marsciano, con il patrocinio del Comune e dell’Assessorato alla Cultura di Perugia, ha visto la partecipazione di 50 artisti che hanno donato in tutto 54 opere di notevole valore. 22 le opere acquistate da professionisti e collezionisti umbri.

Soddisfazione da parte degli organizzatori che fanno sapere che l’incasso è per il momento provvisorio, in quanto ancora ora arrivano le conclusioni delle prelazioni aperte durante la giornata dell’asta, attraverso cui sarà possibile incrementare ulteriormente l’importo incassato. La chiusura di tutto è prevista nei primi giorni della prossima settimana, per procedere, così, a bonificare l’importo nel c/c bancario del Comune di Norcia. Per le opere rimaste invendute, c’è l’intenzione di chiedere al Sindaco di Norcia di poter ancora organizzare nella città di San Benedetto, un’altra asta nella prossima primavera-estate, magari incrementando le opere con donazioni da parte di altri artisti. “Ringraziamo tutti gli artisti che, generosamente, hanno donato le loro opere affinché potessero servire per aiutare le persone colpite dal sisma e per salvare parte del patrimonio artistico-culturale del territorio – ha detto Pino Bonanno dell’Associazione culturale E20 Gaia di Marsciano – Gli artisti aderenti all’iniziativa hanno dimostrato che è possibile invertire la tendenza, cioè, partire da noi stessi e dalla nostra interiorità e dare importanza primaria ai valori umani piuttosto che assecondare la materialità.

Dipingere, creare, non sono altro che un timido raggio d’arte che si fa spazio fra un cielo nuvoloso o limpido e risplende in tutta la sua bellezza, senza mai perderla. Dipingere, ‘fare’ arte è linguaggio che, come un raggio di sole, diventa dono. Non si dipinge per sé, ma per gli altri, tutti gli altri. Ovvero, esprime quel valore capace di mettere in grado coloro che si trovano in una situazione socialmente più fortunata, di maggiore agio economico, di percepire la propria responsabilità nei confronti dei settori dell’umanità che vivono nel disagio estremo”.

Chiara Urbanelli

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