Terremoto, Liberati (M5S): “In arrivo microcassoni per i terremotati”

FOLIGNO – Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, commenta quanto emerso durante la riunione odierna nella sede regionale della Protezione civile affermando che “si prosegue imperterriti con ipotesi davvero sfacciate, come quelle che, nel prevedere una fase intermedia di container, stabiliscono la dimensione di tali moduli metallici in appena 6 x 2,50 metri, anziché un più decoroso standard di 12 metri x 2,50: ciò significa al massimo tre posti letto (in 15 metri quadrati) e, soprattutto, la mancanza di bagni e docce, che restano dunque in comune. Catiuscia Marini – chiede l’esponente dell’opposizione – davvero vivrebbe in micro-cassoni del genere, senza servizi?”.

“Nel corso della riunione di stamane – aggiunge Liberati – non si è più assicurato che tali container, ancora da costruire, riescano a giungere per Natale. Non era allora meglio rispondere all’emergenza anche con le vecchie casette di legno, se non si è grado di fornire tempi decenti e qualità su niente? La scandalosa vicenda delle 730 casette di legno, installate dopo il sisma del 1997 e poi largamente abbandonate dovrebbe imporre ai decisori politici umbri una prima seria riflessione rispetto al proprio operato. Non si registrerebbero furiose polemiche sul mancato utilizzo di questi chalet se solo fossero ragionevoli i tempi di installazione di quelli nuovi. E’ necessario che, a tutti i livelli, siano approfonditi e resi pubblici gli eventuali motivi politici, amministrativi e tecnici per i quali le nuove casette verrebbero collocate addirittura solo nell’estate 2017 a Norcia, Cascia, Preci e nelle altre comunità interessate.”

Per Andrea Liberati “le Istituzioni stanno per l’ennesima volta fallendo, mentre le comunità sono già fortemente spopolate e le attività quasi tutte bloccate. Quanto si sta facendo tra Roma e Perugia non appare orientato né dal cuore, né da un vero ascolto delle esigenze della popolazione. L’auspicio è che la Regione, per una volta, batta finalmente i pugni sui tavoli che a Roma contano. E’ già tardissimo per farlo. Si pretendano tutti gli aiuti necessari o perderemo non soltanto comunità antichissime, ma, in prospettiva, il senso e l’identità stessa dell’Umbria”.

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