Todi, affitti alti e chiusura dei negozi fanno fuggire le famiglie dal centro

TODI – Il centro storico di Todi sta subendo un processo di costante allontanamento delle famiglie che storicamente si sono sempre trovate a vivere nell’acropoli. E tutto questo sarebbe la conseguenza dello svuotamento del centro sia per quanto riguarda i negozi che stanno sempre più chiudendo, sia per l’alto livello degli affitti e per la mancanza di parcheggi, che è diventato insostenibile per molti nuclei familiari, soprattutto per i giovani. In realtà il calo, dal 2016 al 2017, è stato di poco più di cento residenti in meno, ma preoccupa il crollo abitativo che si sta invece registrando all’intero delle mura urbiche, dove gli abitanti, rispetto a dieci anni fa, si sono ridotti di un terzo. In alcune zone, tipo a Borgo Nuovo, la chiusura di diverse attività commerciali ha indotto numerose famiglie ad allontanarsi dal centro. Anche nel Rione di Porta Romana, dopo l’addio dell’ospedale, e la chiusura di attività commerciali, sono rimaste poche famiglie residenti. Su tale tema, come riporta il corriere dell’Umbria, è intervenuto anche l’assessore alla cultura Claudio Ranchicchio che spiega: “Intanto migliorare i servizi. Nel nostro programma c’è la costituzione di un fondo, con riduzione della tassazione e contributi, per coloro che aprono attività nel centro cittadino o scelgono di venirci a vivere. Un progetto che non possiamo attuare quest’anno, per motivi di bilancio, ma che sarà messo in atto già nel 2019. Ci sarà poi una particolare attenzione per il rione di Porta Romana che paga il contraccolpo dello spostamento dell’ ospedale a Pantalla. Insomma la buona volontà dell’amministrazione sembra ci sia, certo è che questo spopolamento dei centri storici non interessa soltanto Todi ma anche molte altre realtà medioevali analoghe.

 

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