Trasimeno, otto sindaci scrivono a Regione e Provincia: “Aprire l’emissario solo se scatta l’allarme meteo”

CASTIGLIONE DEL LAGO – Sulla questione del livello del lago Trasimeno e più in generale sulle opere previste per il mantenimento del suo stato di salute, gli otto sindaci del Trasimeno (Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno) hanno scritto alla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, all’assessore all’ambiente Silvano Rometti e al presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti, sollecitando tra l’altro un nuovo Piano Stralcio del Lago Trasimeno che consenta di intervenire su darsene e porti senza trattare il materiale di fondo come rifiuto speciale. I sindaci chiedono l’apertura delle paratie dell’emissario solo ed esclusivamente in presenza di allarme meteo da parte della Protezione Civile, che metterebbe in pericolo gli impianti fognari, creare problemi alle darsene e danni a strutture e persone.

“I Comuni del Trasimeno – si legge nella lettera – esprimono piena soddisfazione per i livelli del lago che da oltre trenta anni non superava lo zero idrometrico e lo evidenziano anche come positivo risultato di scelte che hanno tolto i prelievi per usi civici ed agricoli”.

“Nel sottolineare l’esigenza di mantenere il livello più alto possibile, auspicano un monitoraggio continuo del bacino, di concerto con Provincia e Regione, per evitare che ulteriori piogge possano causare situazioni di difficoltà a strutture e persone. Ritengono – continua la lettera –  che solo qualora la Protezione Civile prevedesse fenomeni temporaleschi talmente intensi, tali da compromettere l’attuale sostenibilità degli impianti fognari e creare problemi alle darsene, si potrà prevedere l’apertura dell’emissario, per il quale va previsto l’ammodernamento del sistema di paratie. Al tempo stesso sollecitano il mantenimento di tutte le azioni che potranno permettere in caso di abbassamento del livello un intervento di sostegno al lago tramite Montedoglio e la linea di adduzione dal Chiascio, in fase di realizzazione”.

I sindaci chiedono quindi di “definire operativamente con l’Ente Irriguo Umbro-Toscano, come da accordi con la Regione Toscana e con la quale vanno anche definite le modalità di gestione dei flussi idrici nei punti di contatto tra i bacini dell’Arno e del Tevere, la possibilità di attingimento in caso di piena alla diga di Montedoglio e di riprendere, per la sua definizione, il progetto del collegamento Montemelino (punto di arrivo dell’acqua del Chiascio) Trasimeno, già a suo tempo oggetto di studio da parte dell’Università di Perugia. Ritengono altresì indispensabile una proposta legislativa di modifica del Piano Stralcio del Lago Trasimeno da parte della Regione Umbria e dei Parlamentari Umbri che sottoponga al governo una disciplina specifica dei dragaggi per il Trasimeno che consenta di intervenire, in caso di acque basse, sia sulle linee di navigazione che su darsene e porti senza trattare il materiale di fondo come rifiuto speciale”.

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