martedì 21 novembre 2017 - aggiornato alle ore 14:50        

Trasporti, il M5S: “Freccia in Umbria? Includere Assisi, Foligno, Spoleto, Terni”

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PERUGIA – “Fa piacere che, dopo la conferenza stampa di martedì scorso del M5S, si parli finalmente del Freccia in Umbria: fino a ieri Catiuscia Marini, tirando a campare, raccontava di una presunta impossibilità tecnica, ostativa verso tale investimento. L’odierna ipotesi di un mero arretramento del Freccia Milano-Arezzo fino alla sola Perugia non è però risposta soddisfacente, visto che demarca una volontà ad excludendum nei confronti del resto della regione: il treno deve unire le comunità, non contribuire a dividerle”: lo affermano i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che chiedono l’estensione del servizio, qualora dovesse essere realizzato, a tutte le città umbre.

“Inutile ricercare a parole – spiegano Liberati e Carbonari – la massima integrazione territoriale e sociale, se poi le altre città umbre, comprese le più vicine a quelle terremotate, vengono rimosse tamquam non essent. Ribadiamo a gran voce la posizione del Movimento 5 Stelle: il trasporto regionale deve garantire rapidi trasporti ferroviari anche sulle lunghe distanze, unendo Perugia e Terni, passando per Spoleto, Foligno, Assisi, sterilizzando eventuali costi attraverso efficientamenti e verifiche del contratto di servizio tra Regione Umbria e Trenitalia, visto che Palazzo Donini liquida al Gruppo FS ben 100mila euro al giorno, circa 200 milioni in sei anni, pagando performance ferroviarie non di rado inconsistenti o di scarsa qualità”.

“Da anni – concludono – regaliamo centinaia di milioni al monopolista Trenitalia, senza che si riesca a effettuare politicamente e tecnicamente una verifica sulla bontà del servizio. Sarà ora di finirla di giocare con i nostri soldi? E’ tempo di riconnettere l’Umbria, tutta l’Umbria, all’Italia: la Giunta Marini faccia semplicemente come Basilicata, Emilia Romagna e Trentino. Si coprano le esigenze di tutte le comunità, senza scelte divisive. E senza ulteriori indugi”.

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