Trevi, Suor Marcella premiata per la sua attività di missionaria

TREVI – Sabato 21 ottobre, alle 16.30., a Trevi, presso il Teatro Clitunno, Suor Marcella sarà festeggiata per la sua attività missionaria con il riconoscimento “Trevi Premia”, conferito alla cittadina illustre che si distinta nel campo del sociale. La cittadina umbra, dove Filomena Feliziani – questo il nome laico della più conosciuta Suor Marcella  – è nata 74 anni fa ha deciso infatti quest’anno di dedicarle il premio che ogni anno viene consegnato dal Comune unitamente alla Pro Trevi, per celebrare i suoi innumerevoli progetti a favore dell’infanzia abbandonata e bisognosa nei Paesi in Via di Sviluppo. Difficile racchiudere in poche righe 50 anni di attività instancabile. A seguito della vocazione missionaria, Suor Marcella, dopo 20 anni di lavoro come infermiera negli ospedali della provincia italiana, si interessa dapprima di adozioni internazionali, poi, nel 1984, dopo aver visitato in Guatemala il reparto di pediatria dell’ospedale di Zacapa, decide di impegnare tutte le sue forze per portare sollievo a quei piccoli orfani denutriti. Inizia così a raccogliere fondi, fa appello alla popolazione del piccolo paese dove vive (Sarteano, SI) , contagia con il suo entusiasmo due sue consorelle, Suor Angelarosa e Suor Ivana, e tanti altri volontari laici: in breve, ma con fatica, riesce a mettere su 15.000 dollari per la costruzione di un refettorio e una sala polifunzionale. Ma questo non basta. Continua ad occuparsi di adozioni internazionali, e inizia a fare la spola tra l’Italia e il Guatemala, dove può seguire la costruzione delle strutture di accoglienza per le quali si era data tanto da fare. Nel corso di uno di tali viaggi, siamo nel 1988, le viene mostrata una bambina di nove mesi del peso di 3 chili e 300 grammi: non c’erano strutture adatte ad accudirla, ne’ mezzi che permettessero di curarla. Così nacque l’idea di costruire una casa per bambini denutriti. Da questa idea, dapprima abbozzata e forse pensata come un sogno irrealizzabile, è nato il Centro Manos Amigas, un villaggio di 11 ettari che accoglie adesso circa 300 tra bambini e madri sole, e che è polo d’istruzione e sanitario, nonché centro di sostegno materiale (vitto e alloggio) e spirituale per circa 600 bambini, sostenuti con generosità da quasi 2000 padrini, in Italia e all’estero. I primi bambini accolti quasi 30 anni fa sono adesso laureati, hanno una loro famiglia e portano avanti con coraggio quanto appreso al Centro Manos Amigas: “Pane, Cultura, Pace” (motto dell’associazione) possono veramente salvare il mondo.

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