Turismo ad Assisi, Claudio Ricci: “Non applicare la tassa di soggiorno”

ASSISI – Il turismo ad Assisi sembra aver preso la via della risalita in queste ore di ponte e questo fa piacere alla città e agli organi istituzionali preposti. Sino a qualche giorno fa tutto ciò sembrava una chimera stando alla voce di alcuni imprenditori angelani del settore souvenir in fatto di movimento e di provento. Insomma, situazione fluida per il settore di maggior reddito pro capite assisano con il regolamento di una nuova pedonalizzazione del centro storico e con la voce tassa di soggiorno che potrebbe ritornare al centro del dibattito locale e regionale.
Su questo argomento registriamo l’intervento del consigliere regionale di minoranza, Claudio Ricci, il quale attraverso una nota stampa ribadisce la propria posizione “politica” e chiarisce: “E’ nota la mia posizione: no ad ogni tassa di soggiorno in Umbria (è l’oggetto di una “interrogazione informativa” già depositata in Consiglio Regionale, anche se la competenza è dei comuni).
No alla tassa di soggiorno soprattutto in questo momento “post sisma” dove dovemmo, invece, promuovere “prodotti con offerte speciali” e puntando su “unicità ed emozioni. In un mercato che, anche su Internet, ormai pianifica la vacanza “uno a uno” con le persone che scelgono le località, dove recarsi in vacanza, anche per piccole differenze di prezzo e, sin anche, in relazione alle previsioni del tempo la “tassa di soggiorno” è un errore. Ovviamente ogni Sindaco deve decidere come ritiene opportuno e, avendo svolto per molto tempo questo ruolo, ho un “sacro doveroso rispetto per tutti coloro che svolgono questo incarico”. Forse per i comuni conviene, pensando ad autobus e automobili legate al turismo, fornire parcheggi e servizi adeguati da offrire a costi accessibili.
Per il turismo in Umbria occorre puntare su tre cose: ampliare la promozione “insieme” alla rete vendita anche Internet (oggi sono con Internet si può vendere di più sino al 20% di fatturato turistico); raddoppiare gli accordi con le compagnie aeree Low Cost (a basso costo) che sono diventate veri e propri tour operator (e attivare l’alta velocità ferroviaria in Umbria); fare più accordi stabili, con i principali 150 tour operator, anche per promuovere gli itinerari minori con fine di far “scoprire i piccoli luoghi e le loro emozioni uniche”.
“Applicare la tassa di soggiorno sarebbe, soprattutto in questo momento, una “ulteriore resistenza” a venire in Umbria: l’esatto contrario rispetto a quello che si deve fare (mi sono meravigliato che questo tema viene, ancora oggi, riproposto)” chiude il consigliere Ricci.

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