Abusi su minori e persone vulnerabili, vescovo di Perugia Ivan Maffeis: “Cicatrici indelebili”

I vescovi italiani si sono radunati nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per pregare per le vittime degli abusi. A guidare la preghiera dei Vespri è stato mons.Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e vescovo delegato per il Servizio regionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza episcopale umbra. I vescovi hanno voluto ricordare chi ha sofferto e per rinnovare l’impegno a costruire comunità sicure e accoglienti. Una preghiera di conversione e di ascolto di chi ha subito un abuso che spesso vive “nascosto, tra paura e senso di colpa”. Un primo passo per trasformare le ferite in percorsi di verità, giustizia e rinascita. “Padre, fonte della vita, con umiltà e umiliazione ti consegniamo la vergogna e il rimorso per la sofferenza provocata ai più piccoli e ai più vulnerabili dell’umanità e ti chiediamo perdono” così è iniziata la preghiera dei vescovi italiani, ieri sera, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. “Le relazioni hanno bisogno di custodia per crescere e non diventare ambigue. Ogni mancanza di rispetto è, a diverso livello, una forma di violenza, è sfruttamento, bisogno incontrollato di possesso, offesa della dignità, corruzione. Quando poi a esserne vittima è un minore o una persona vulnerabile, restano ferite che non conoscono prescrizione, ma cicatrici indelebili”: lo ha detto mons. Ivan Maffeis. “Davanti a tale gravità – ha aggiunto – non sussiste spazio alcuno per atteggiamenti di omissione o di sottovalutazione. Non basta nemmeno denunciare, reprimere e condannare un crimine perverso, che si ripercuote non solo sulle vittime, ma sui familiari e sul popolo di Dio, disorientato e sconcertato tra dubbio, incredulità e scandalo”. Quindi ha proseguito: “Riconosci i fatti, fa capire che il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il tuo dolore, è il dolore della Chiesa, minata nella sua credibilità, indebolita nella sua capacità di profezia e di testimonianza”. Il vescovo Maffeis ha aggiunto: “Accogli, ascolta e accompagna con disponibilità le persone abusate nel loro bisogno primario di essere credute e, quindi, di ottenere giustizia”. E ha concluso chiedendo anche “pietà di chi si è macchiato di una responsabilità tanto aberrante; prega per lui e, con chiarezza, condividi con lui l’esigenza del percorso  della riparazione e della conversione”.