Il Papa ai ragazzi di Assisi: “Allargate la mente e il cuore, al male rispondiamo con il bene”. Leone XIV incontra i giovani e risponde alle loro domande

E’ arrivato ad Assisi puntuale, come da programma, ed è stato accolto da mons. Felice Accrocco, arcivescovo di Assisi, da Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal sindaco Valter Stoppini, dal Prefetto di Perugia Francesco Zito e dai presidenti di Regione Stefania Proietti e della Provincia Massimiliano Presciutti. Alla Basilica di Santa Maria degli Angeli ad attenderlo  c’erano i Ministri generali degli Ordini Francescani: Fra Massimo Fusarelli, Fra Carlos Alberto Trovarelli, Fra Roberto Genuin. Il Papa ha salutato i tantissimi giovani presenti arrivati da tutto il mondo e subito dopo ha risposto a tre delle loro domande. “Sono felice di essere qui con voi . Da San Francesco imparate a essere umili e accoglienti verso tutti. Non è facile ma riempie di gioia” ha detto. Una ragazza di nome Karolina arrivata ad Assisi dalla Croazia ha iniziato il dialogo con Leone XIV, poi è stata la volta di Giovanni da Bologna e di Luigi da Paternò. Il Papa ha ricordato l’esempio di san Francesco che, nella sua vita, ha seguito l’esempio di Dio secondo la regola. “Francesco non dominava, serviva. Non tratteneva ma restituiva. E la vita di Dio che ripara la chiesa e la rende libera, un luogo di salvezza. Ognuno di noi ha un ruolo in questo cantiere sempre aperto. Aiutandoci e correggendoci a vicenda è importante fare la nostra parte” ha risposto Leone XIV ai giovani. “Cari giovani – ha aggiunto il Pontefice – osate credere nella parola del Vangelo, abbracciate sorella povertà. Il titolo del vostro incontro “Go” è una missione, percorrete strade dove non ci sono mappe ma potete ascoltare chi vi guida. Andiamo ai margini della società insieme. Papa Francesco ispirandosi al Poverello ci ha messo in guardia, Gesù vuole che tocchiamo la miseria umana”. Il Papa ha ricordato san Francesco e santa Chiara che “al male rispondono con il bene”. Terminata la Santa Messa solenne, il Pontefice ha lasciato la Basilica di Santa Maria degli Angeli. In un passaggio, Leone XIV ha sottolineato che “ai cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità” . Prevost ha esortato i giovani ad “allargare la mente e il cuore, al di là di paure indotte dalla cattiva informazione e dai muri del pregiudizio” per “sottrarsi alla cultura della potenza”. Da San Francesco, ha aggiunto, “imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, e quindi umili, accoglienti verso tutti”. Rispondendo a Karolina, la ragazza arrivata dalla Croazia, il Papa ha invitato i giovani a vivere il Vangelo con semplicità, fraternità e vicinanza agli altri. A Giovanni, giunto in Umbria da Bologna, alla domanda sulla vocazione, Leone XIV ha osservato che oggi molti temono gli impegni permanenti a causa della “cultura del provvisorio”. Ha affermato che scegliere “per sempre” è un atto rivoluzionario, perché non limita la libertà ma permette di amare in modo pieno. Raccontando la propria esperienza, ha spiegato che Dio lo ha sempre accompagnato nel cammino che lo ha portato a diventare sacerdote, missionario e infine Papa. A Luigi, 22enne di Paternò, che ha fatto presente le difficoltà dei giovani a credere alla Chiesa a causa delle sue “contraddizioni e le sue crisi interne”, il Papa ha risposto che “gli scandali e gli errori possono ferire la fede delle persone, ma ricordando anche che il desiderio di Gesù è quello di una Chiesa capace di unire e servire”. Ha invitato i giovani a contribuire “personalmente al rinnovamento della Chiesa attraverso la Parola di Dio, i sacramenti e la carità, senza giudicare ma mettendosi al servizio degli altri”. In sostanza, Leone XIV affida a ciascuno l’impegno di “riparare la casa” della Chiesa.