Davide Pecorelli torna libero: assolto dalla Corte d’Appello di Tirana. Il “Naufrago di Montecristo” rientra in Umbria

Colpo di scena nella vicenda dell’ex imprenditore di San Giustino, Davide Pecorelli, estradato in Albania a seguito della condanna a quasi 4 anni per truffa. La Corte d’Appello di Tirana lo ha assolto dall’accusa di truffa ed è stato rilasciato. Pecorelli è stato così assolto dal reato più grave e condannato a soli 8 mesi di reclusione per i reati di incendio doloso  e violazione dei sepolcri. Secondo la legge albanese, Pecorelli ha già scontato la pena in carcere ed è stato rilasciato immediatamente. Nei giorni scorsi, prima del processo di appello, Pecorelli aveva denunciato le condizioni disumane del carcere oltre a ribadire la propria estraneità ai fatti contestati. I giudici della Corte d’Appello di Tirana, dopo la condanna di primo grado, hanno creduto all’innocenza del 49enne ex imprenditore ed ex arbitro  dell’Altotevere. Dopo mesi di detenzione nel carcere di Tirana è tornato libero. Pecorelli con una lettera aperta, rivolta al mondo politico italiano e all’opinione pubblica albanese, aveva sottolineato la sua innocenza e denunciava le condizioni disumane del carcere, tra sovraffollamento e infestazioni di topi e insetti. Un posto, lo aveva definito, “dove morale, diritti umani e rispetto della vita non trovano spazio”. Durante la detenzione, l’ex imprenditore tifernate ha visto peggiorare la sua salute, con una diagnosi di epatite C. Più di un anno fa, aprile 2024, Pecorelli era stato condannato a quasi 4 anni di reclusione dal Tribunale di Scutari per incendio doloso, violazione dei confini nazionali albanesi e ostacolo al raggiungimento della verità. Nel 2021, infatti, si finse morto dando fuoco all’auto che aveva preso a noleggio, al cui interno furono trovate ossa umane.  Dopo aver simulato, a parere dell’accusa, il proprio decesso, è riapparso mesi dopo sull’isola di Montecristo, alla ricerca del leggendario tesoro. Alla base, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stata una storia di debiti e conti non saldati. Per questo l’Albania aveva chiesto la sua estradizione  per essere processato.