Il 17enne di Umbertide che voleva fare una strage a scuola: “Faccio una sparatoria poi mi ammazzo”

C’è incredulità a Umbertide dopo l’arresto del diciassettenne accusato di avere studiato come fabbricare armi e ordigni chimici, per compiere una strage al liceo artistico di Pescara. Dopo quanto successo anche a Bergamo una certa preoccupazione sembra serpeggiare tra gli studenti per il ripetersi di episodi di violenza. Nell’Alta valle del Tevere in queste ore non si parla d’altro. Il ragazzo era arrivato ad Umbertide da meno di un anno, si limita a dire il sindaco Luca Carizia. Chiusi nel silenzio anche i dirigenti della scuola superiore frequentata dal diciassettenne. Se ne parla invece tra la gente, in strada e nei supermercati. Dibattito particolarmente intenso sui social. Tra diversi che esprimono preoccupazione c’è anche chi difende il ragazzo che viveva a Umbertide con la madre. La donna dopo l’arresto del figlio sta evitando ogni forma di esposizione. Timori circolano anche tra gli studenti e i loro familiari dopo gli ultimi episodi di violenza registrati in Italia e all’estero nelle scuole. Qualcuno chiede di fare maggiore attenzione e di tenere chiuse le porte delle scuole. Il giudice che ha emesso l’ordine di arresto ha evidenziato che il ragazzo aveva espresso l’intento di portare a compimento l’attività autoaddestrativa a lungo coltivata. A confermare la gravità del quadro emerso sono anche alcuni messaggi scritti dal diciassettenne già nel 2024, quando aveva ancora 15 anni: “Io quando sarò in quinta replicherò la Columbine”. E ancora: “magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo”, “però devo ancora decidere il posto dove fare la sparatoria prima di andarmene”.