Umbertide-Perugia, a 3 anni dal sisma: la ricostruzione resta una chimera. Ancora nessun cantiere

“Oggi ricordiamo l’evento sismico che tre anni fa ha colpito le comunità di Umbertide, Perugia e Gubbio. In questo anniversario l’obiettivo del lavoro che stiamo svolgendo resta immutato: restituire il prima possibile ai cittadini le loro case, i loro spazi pubblici e le loro attività produttive”. Lo ha affermato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, presente oggi alla cerimonia commemorativa delle scosse che il 9 marzo 2023 hanno interessato l’area dell’alta Umbria, con un evento principale di magnitudo 4.5 nei pressi di Umbertide e di Pierantonio. La ricostruzione delle comunità colpite dal sisma del 2023, ha detto ancora Castelli, “è stata affidata alla Struttura commissariale da me guidata per garantire che le risorse disponibili vengano trasferite il più efficacemente possibile, sulla base dei fondi già stanziati e del quadro normativo, già molto semplificato”. In realtà, dopo ben tre anni, la ricostruzione deve ancora partire: nessun cantiere è stata installato e il rischio di ulteriori ritardi è dietro l’angolo. Per ora l’unica certezza è la stima dei danni: circa 470 milioni di euro, 431 per la ricostruzione privata e 42 milioni per quella pubblica. Castelli ha sottolineato, come avviene sempre in queste circostanze commemorative, la sinergia istituzionale con la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e con i sindaci di Perugia, Gubbio e Umbertide. C’è anche un cronoprogramma che prevede entro il 31 marzo 2026 la valutazione preventiva del livello operativo, della richiesta di autorizzazione al miglioramento e della manifestazione di volontà. A seguire, entro il 30 giugno 2026 dovrà avvenire il deposito del contratto di incarico al professionista ed entro il 31 dicembre 2026 andrà presentata la richiesta di contributo. Infine, dal 1 gennaio 2026 è attivo il Contributo per il disagio abitativo (Cda) destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata. Sono esclusi i locatari, salvo gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica. Un cronoprogramma che conferma le preoccupazioni dei terremotati: per vedere qualche cantiere bisognerà aspettare il 2027. Un capitolo specifico riguarda le chiese e gli edifici di culto, con una disciplina modellata sull’esperienza del sisma del 2016 e la distinzione tra ricostruzione pubblica e privata, prevedendo anche in questo caso anticipazioni per le attività progettuali.