Umbria Jazz, oggi 15 luglio sul palco Ledisi e Kurt Elling & The Yellowjackets
Saranno Ledisi e Kurt Elling & The Yellowjackets i protagonisti martedì 15 luglio del palco dell’Arena del Santa Giuliana. Per la quinta serata di Umbria Jazz per la prima volta arriva Ledisi Anibade Young, in arte solo Ledisi. E’ cresciuta in California ma è nata a New Orleans, quindi sa bene cosa significano blues, soul, jazz, R&B. In realtà, Ledisi è una donna dai molti talenti perché non è soltanto una cantante dotata di una bella voce ma è anche songwriter, attrice, produttrice, scrittrice, imprenditrice. Si è affermata nel mondo della musica ma pure nel cinema e nel teatro ed oggi in America è popolarissima non solo per aver vinto un Grammy ma per una seria di riconoscimenti nei diversi campi dello show business. Lo scorso 9 febbraio ha cantato nello spettacolo che precede il Super Bowl che si è giocato proprio nella sua città natale.
Tra le fonti principali di ispirazione cita Nina Simone, artista di culto della black music, sulla quale ha realizzato nel 2021 Ledisi Sings Nina con la Metropole Orkest e la New Orleans Jazz Orchestra, che le fece guadagnare la quattordicesima nomination al Grammy. John Legend in quella occasione disse di lei che poteva fare qualunque cosa, e che era una delle grandi cantanti a livello mondiale. Ledisi ha anche interpretato per cinema e TV altre grandi star della musica come Mahalia Jackson, Patti Labelle, Gladys Knight. Nel frattempo, è docente del Berklee College di Boston e lavora con passione alla tutela della creatività e al sostegno dei giovani artisti. Una artista (e una donna) complessa e dai numerosi tratti identitari, che tutti insieme disegnano un modo coerente di stare nello show business.
Subito dopo sarà la volta di Kurt Elling & The Yellowjackets per un Celebrate Weather Report.
Kurt Elling, con la sua bella voce baritonale, è unanimemente considerato interprete e continuatore della migliore tradizione della vocalità jazz, ampliandone però in chiave moderna il vocabolario e spostando in avanti i suoi paletti.
Elling è impeccabile sia con le big band (l’omaggio a Frank Sinatra con la Umbria Jazz Orchestra, per esempio, ma pure con la NY Philharmonic, la BBC Concert Symphony, la Count Basie Orchestra), sia con formazioni più piccole, come quelle con Danilo Perez e con Sullivan Fortner. “Elling ha una delle voci più flessibili, è sempre intonato ed è un vero musicista jazz”: è l’opinione di Branford Marsalis, che con Elling ha collaborato in un recente disco.
Il cantante di Chicago è insomma una delle voci maschili di riferimento del jazz contemporaneo, vincitore di due Grammy (e sedici nomination) e più volte al primo posto delle classifiche annuali delle grandi riviste specializzate.
È anche un artista sempre aperto a nuove esperienze, come testimonia il recente progetto Superblue in cui Elling si dimostra a suo agio con un groove più moderno ed energetico, tutto elettrico, con escursioni nel funk. Un tratto distintivo della vocalità di Elling è infatti la sua versatilità, che lo ha portato con risultati eccellenti dal bebop al più puro pop o al vocalese, di cui è un maestro, non meno che al progressive jazz e al neo-soul. Il suo progetto con i Yellowjackets, gloriosa sigla della fusion di alta qualità, ne è ulteriore dimostrazione, anche per la dedica alla musica dei Weather Report.
I Yellowjackets, il cui nucleo originale fu fondato da Robben Ford, hanno alle spalle una storia lunga 43 anni, nel corso dei quali hanno inciso 25 dischi (l’ultimo dei quali è Fasten Up) conquistato 17 nomination ai Grammy, con due vittorie. La formazione attuale comprende Russell Ferrante, William Kennedy, Bob Mintzer, ai quali si è aggiunto di recente il bassista australiano Dane Alderson. In ogni caso, pur nei diversi cambi di line up sono rimaste inalterate negli anni l’eccellenza della musica e la fedeltà alla idea di un jazz godibile e di presa immediata.

