In carcere per l’omicidio del padre: Scilla Bertini fa scena muta davanti al giudice

Si è avvalsa della facoltà di non rispondere Scilla Bertini, la 43enne di Foligno accusata di aver strozzato con le proprie mani il padre Claudio Bertini di 75 anni. Questa mattina, davanti al Gip Luca Cercola per l’interrogatorio di garanzia,  la donna del quartiere di Prato Smeraldo ha preferito fare scena muta. Ha però ribadito la propria innocenza, si è mostrata sicura di sè e, attraverso il suo legale d’ufficio, Marusca Margutti, si appresta a chiedere la scarcerazione. Si trova rinchiusa nel carcere di Capanne dove c’è una apposita sezione femminile.  Su di lei c’è l’autopsia eseguita dal medico legale Sergio Scalise che ha rivelato la causa del decesso del settantacinquenne: strozzamento a mani nude. Quindi, omicidio volontario. Il decesso non è dovuto a cause naturali. All’attenzione degli inquirenti ci sono sempre i prelievi fatti dalla donna dopo la morte del padre: 2 mila euro prelevati con la carta di Bertini e 5 mila euro ritirati con un’altra carta di credito.