Omicidio imprenditore edile a Foligno, assolto per incapacità di intendere e volere il ragazzino che uccise Salvatore Postiglione

Assolto per incapacità di intendere e di volere . E’ la sentenza emessa dal Tribunale dei minorenni di Perugia per il ragazzino, oggi maggiorenne, che il 7 novembre del 2024, a Foligno, uccise con oltre 50 coltellate Salvatore Postiglione, capomastro dell’impresa in cui lavorava il minore. E’ stata la sessa accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Clara De Cecilia, a chiedere l’assoluzione del ragazzino. Una assoluzione che però tiene conto della consulenza psichiatrica richiesta dal Tribunale. Il minore, oggi diciottenne, attualmente rinchiuso nell’Istituto penale minorile di Firenze, dovrà essere accompagnato in una comunità di Bastia Umbra dove resterà per sei anni. L’obiettivo è quello di recuperare il ragazzo attraverso un percorso di risocializzazione. Salvatore Postiglione, 56enne, fu ucciso poco dopo le 6 a Foligno in via Louviere, luogo che costituisce l’abituale ritrovo deli operai  delle ditte edili. Per le indagini, condotte dalla squadra Mobile di Perugia, risultarono fondamentali le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Dai video si accertò che il minorenne si era appostato nei pressi del luogo dove era avvenuta l’aggressione alla vittima per poi, al suo arrivo, compiere l’efferato delitto. Successivamente, grazie alla visione delle immagini, fu ricostruito il tragitto della fuga del ragazzino sino in piazza Ubaldi nel centro storico folignate, a circa 2 km dal luogo dell’omicidio, dove l’indagato aveva fatto perdere le proprie tracce. La successiva perquisizione a casa del minore, consentì alla polizia di rinvenire e sequestrare gli abiti indossati in occasione dell’omicidio, le scarpe ancora intrise di sangue, un monopattino impiegato dal ragazzino per recarsi sul luogo del delitto e per fare successivamente rientro presso la propria abitazione.