Aree interne e montane dell’Umbria: medico di famiglia introvabile

Fuori dalle grandi città, il medico di famiglia è ormai, in moltissimi casi, una figura introvabile. Intere aree interne, piccoli comuni ne sono attualmente già prive e la situazione è particolarmente grave in Umbria, Marche, Molise e Abruzzo, già rimaste senza medici di Medicina generale. Sono allarmanti i dati diffusi in occasione del X Congresso interregionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg). Anche perché, avvertono i camici bianchi sul territorio, l’attesa riforma della Case di comunità “rischia di non risolvere il problema”. La fotografia tracciata è disarmante: l’Italia vede in quasi ogni regione una riduzione dei medici di famiglia ma è nell’Italia centrale che si registra la maggiore criticità. L’Umbria e le altre tre regioni, si caratterizzano per aree interne spesso difficili da raggiungere, zone montuose, comuni piccoli, e dal punto di vista della Medicina generale questa situazione implica che lo stesso medico debba coprire comunità che distano anche un’ora dall’altra, con la possibilità di sostenere solo un numero limitato di visite ogni giorno. In Umbria basta pensare alla Valnerina e a tutta la fascia dell’Appennino. Un limite di non poco conto, visto il contesto locale che vede un elevato numero di anziani che si appellano proprio alla Medicina generale per le loro esigenze. A tutto ciò si deve aggiungere che negli ultimi anni nella maggior parte di queste realtà è stata tolta anche la guardia medica (Valnerina è un esempio). Nelle grandi città la carenza è meno evidente. La presenza di medici di famiglia in Umbria si sviluppa a macchia di leopardo: le zone cittadine non hanno particolari carenze, mentre nelle aree rurali vi sono carenze importanti. “In media, sui circa 40 posti del corso di Medicina Generale, in Umbria gli iscritti sono circa la metà: ciò significa – spiega Pietro Tasegian, segretario Simg Umbria – che ogni anno viene formato un numero inferiore alla metà del reale fabbisogno”.