Coldiretti Umbria annuncia “Mobilitazione permanente”: battaglia per difendere imprese e consumatori

Rafforzamento della “mobilitazione permanente” a tutela del settore primario, difesa del reddito delle imprese agricole, valorizzazione delle filiere locali, con il territorio come centro delle strategie politiche: questi alcuni temi dell’incontro della dirigenza di Coldiretti Umbria che si è tenuto a Perugia, alla presenza di oltre 40 presidenti di sezione dell’organizzazione agricola. Al centro del confronto le principali criticità che gravano oggi sul settore primario: l’aumento dei costi di produzione, i prezzi all’origine spesso non remunerativi, le distorsioni del mercato legate alle importazioni selvagge e gli accordi commerciali che non garantiscono reciprocità, fino alle conseguenze negative di alcune scelte europee che rischiano di allontanare l’Unione dalle esigenze reali dei cittadini ed imprese. Ampio spazio è stato dedicato al recupero delle risorse Pac, frutto delle mobilitazioni di Coldiretti, dieci miliardi di euro che tornano agli agricoltori italiani per difendere la produzione di cibo e la sovranità alimentare, l’innovazione, la lotta al dissesto, il ricambio generazionale, la tutela dei redditi. Ora è tempo – è stato più volte ribadito – di cancellare l’attuale norma sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che favorisce l’ingresso di prodotti esteri “mascherati” da italiani, danneggiando le imprese agricole e ingannando i consumatori. Si è parlato anche di prospettive e di sviluppo a livello territoriale: di un uso attento e strategico delle risorse del Csr da riservare alle vere imprese agricole, fino all’esigenza ancora impellente di semplificazione burocratica, dove occorre dare seguito a quanto fin qui proposto e “costruito” da Coldiretti. “Non meno importanti i temi ambientali”, dalla tutela del suolo a quella delle risorse idriche, fino alla difesa dalla fauna selvatica: tutti nodi ancora da sciogliere definitivamente. E’ stata rilanciata “l’importanza di rafforzare le filiere agricole umbre, di valorizzare la multifunzionalità e il lavoro degli agricoltori impegnati nella vendita diretta, della battaglia in corso per la trasparenza in etichetta sull’origine dei prodotti e per contrastare con forza ogni tentativo di omologazione alimentare, a partire dal cibo sintetico, che nulla ha a che fare con la tradizione, la qualità e la sicurezza del modello agricolo locale. “La mobilitazione permanente non è uno slogan, ma una scelta di responsabilità verso gli agricoltori e i cittadini”, ha affermato Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria. “Dal territorio – ha aggiunto Agabiti – arriva una richiesta chiara: servono misure che mettano al centro la difesa del reddito delle imprese e la produzione agricola. Non possiamo accettare politiche che svuotano le nostre campagne o che penalizzano il lavoro e gli investimenti degli agricoltori”. Sulla stessa linea il direttore regionale Coldiretti Mario Rossi.