Crocifisso nell’aula del Comune di Gubbio: rissa politica sul voto
Polemica a Gubbio sul crocifisso nella sala consiliare. A scatenare un putiferio è stato un ordine del giorno presentato dal consigliere Luigi Girlanda di “Rinascimento Eugubino” votato in commissione anche dal collega del Pd Marco Cardile. L’ordine del giorno chiede l’esposizione del crocifisso nella sala consiliare. Una richiesta che va a difesa dei valori e delle tradizioni in senso lato e non solo religioso che non mette in discussione la laicità delle istituzioni. Un voto che ha scatenato una bagarre in città con Socialisti e Sinistra eugubina all’attacco. “Si tratta di una violazione del principio di laicità dello Stato, pilastro fondamentale della nostra Repubblica, che garantisce la neutralità delle istituzioni pubbliche rispetto a ogni credo religioso. Sorprende la decisione di un consigliere comunale del Partito democratico (Cardile, ndr) che ha votato a favore”, è il commento dei Socialisti Eugubini. Poi è arrivata puntualmente la presa di posizione del circolo di Sinistra Italiana che definisce “lesiva” la scelta fatta in contrasto ” con i principi fodamentali della nostra Costituzione”. La replica di “Rinascimento Eugubino” non si è fatta attendere: “Laico non è sinonimo di laido. Uno Stato che cancella i propri simboli religiosi e culturali, nel tentativo di apparire neutrale, non è laico: è laido. La vera laicità consiste nel garantire la libertà di espressione e rispetto per ciò che una comunità riconosce come fondante. Il crocifisso non impone nulla a nessuno.. Toglierlo, o impedirne l’esposizione, non rende lo Stato più giusto: lo rende solo più povero”.
