Rifiuti, la Regione decide: un nuovo inceneritore in Umbria e ampliate tre discariche
” In molti paesi dell’Europa occidentale le discariche hanno un ruolo marginale, mentre in quelli dell’Est accade il contrario. Oggi l’Umbria assomiglia più a questi ultimi. Noi vogliamo fare come a Copenaghen”. Sono le prime parole del vicepresidente della Regione Umbria, con delega all’ambiente, Roberto Morroni, durante la conferenza stampa di questa mattina, insieme alla presidente Donatella Tesei. L’Umbria si avvia così ad autorizzare la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore entro il 2030. Sono due le delibere adottate questa mattina dalla giunta regionale dell’Umbria che prevedono anche l’ampliamento delle discariche di Borgogiglione tra Perugia e Magione, di Belladanza nell’Altotevere e Le Crete ad Orvieto. Un ampliamento di circa un milione di metri cubi, in attesa della realizzazione del nuovo termovalorizzatore. I due atti deliberativi presi dalla giunta regionale sono: uno di indirizzo e uno con gli interventi previsti. ” L’impianto consentirà all’Umbria di fare uno scatto in avanti. Il luogo sarà scelto attraverso un percorso partecipato che inizierà già nelle prossime settimane”, ha aggiunto il vicepresidente Morroni. Il vicepresidente comunque ci tiene a precisare che il nuovo termovalorizzatore non dovrà essere visto come “una piaga da dare a qualcuno, ma si tratta in realtà di una grande opportunità come avviene in Europa dove i rifiuti sono una ricchezza e le nuove tecnologie sono a basse emissioni e sono al servizio dell’ambiente”. Per la giunta regionale il territorio che ospiterà il termovalorizzatore potrà “contare su grandi opportunità economiche e di sviluppo e sarà tutelato dal comitato di sorveglianza”. Altro obiettivo del nuovo piano dei rifiuti è quello di arrivare dall’attuale 66,2% di raccolta differenziata al 74,8% entro il 2030. Per la presidente Tesei si tratta di “un progetto che realizza un modello virtuoso di economia circolare e sostenibilità ambientale” mentre il vicepresidente Morroni spiega ancora che ” si tratta di due atti importanti che segnano i primi passi significativi sul tema della gestione integrata dei rifiuti e che assicurano la tenuta del sistema e a scongiurare situazioni emergenziali”.

