Spoleto e Gubbio due città avvolte su se stesse: puzza di bruciato per i due sindaci. Timori e mezze sicurezze, i volti della crisi
In queste settimane, ci sono due sindaci che rischiano di non avere più il sostegno granitico delle loro maggioranze. A Spoleto e Gubbio si assiste ad un incredibile groviglio, coazioni a ripetere e forse frustrazioni, inconfessate gelosie e ambizioni nascoste. Nelle due città, tra le più importanti dell’Umbria, sembra essersi insediato il virus del litigio: uomini contro, ambizioni e paure, agguati e soliti sospetti. Due città dove i litigi ci sono sempre stati, ma prima i politici locali compensavano con ben altri talenti. L’amministrazione comunale di Spoleto è da mesi alle prese con una crisi che più che politica ha tratti comportamentali, con una forte disistima tra i componenti di maggioranza. A Gubbio, il sindaco Vittorio Fiorucci fa fatica a emergere e quando cammina deve sempre guardare a destra a sinistra, altrimenti lo “investono”. Due sindaci che a volte sembrano avere la sindrome di Calimero, temono sempre che qualcuno possa in qualche modo scavalcarli. E allora bisogna capire come andrà a finire la vicenda di Andrea Sisti a Spoleto e quella di Vittorio Fiorucci a Gubbio, il primo eletto nel centrosinistra mentre il secondo scelto dal centrodestra. I due hanno però una cosa in comune: si sentono inamovibili e pensano di non essere stati abbastanza ringraziati per aver fatto la fortuna dei due schieramenti politici. Vivono sul chi va là e sono sicuri di essere i più machiavellici. Ma chi sono gli incoscienti che vorrebbero mandare a casa i due sindaci ? A Spoleto, nella maggioranza, tutti sostengono ufficialmente che nessuno “vuole tornare indietro” e che per tornare indietro deve esserci il desiderio di farlo dei partiti e non c’è. Dicono anche che se pur ci fosse una “remotissima” possibilità non conviene in questo momento . Un cambio di scenario ci sarà soltanto fra un anno quando si tornerà al voto. A Gubbio, dove invece si è votato quasi due anni fa, l’unità della coalizione non c’è più dopo le scissioni interne ai gruppi consiliari. Nella città dei Ceri ormai tutti sostengono il diritto e il rovescio nello stesso tempo. I fatti sono fatti, il resto è rumore. Il mondo che conta a Gubbio, due poteri in particolare, si è già mobilitato sia pure con obiettivi diversi. L’uomo che indica il tempo prova a blindare il sindaco e avverte che questa amministrazione può essere l’ultima a guida centrodestra. “E’ il meglio che potevamo desiderare” ha ricordato ad alcuni ribelli. Si sa anche che un altro pezzo di mondo eugubino confida in un sindaco meno schiacciato e magari sostenuto da consiglieri diversi da quelli dell’attuale maggioranza. “Farò il bene degli eugubini” avrebbe risposto ai diversi interlocutori il sindaco Fiorucci. Un ottimo modo per non dire nulla e aspettare. Non sa che pesci prendere. A Spoleto, invece, Sisti sente puzza di bruciato dopo aver accarezzato alle ultime regionali (con risultati deludenti) la leadership dei civici del centrosinistra e sperato in un posto in Giunta regionale. “Attenzione” va ripetendo negli ultimi giorni stavolta non mi fregate. Le amministrazioni di Spoleto e Gubbio vivono in un limbo dove l’immobilità vale come sopravvivenza, e la sopravvivenza viene scambiata per strategia. Due città che, parafrasando Flaiano, continuano a dividersi tra chi ha già perso e chi sta per perdere. In mezzo ? Due figure chiave: l’ex deputato azzurro Rocco Girlanda (Gubbio) e il consigliere regionale Stefano Lisci (Spoleto).

