In Umbria più di due milioni di euro di pene pecuniarie da riscuotere: accordo per rafforzare attività di recupero
Ammontano a più di due milioni di euro, 2.180.758,11, per la precisione le pene pecuniarie riscuotibili in Umbria. Il dato è emerso in occasione della firma, avvenuta oggi presso la Procura generale di Perugia, di un Protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare le attività di recupero e a rendere più efficace l’esecuzione dei provvedimenti di confisca nei confronti dei soggetti condannati. I crediti maggiori sono quelli della Procura della Repubblica di Terni, un milione 287.251. L’accordo è stato sottoscritto dal procuratore generale Sergio Sottani, dal presidente del Tribunale di sorveglianza di Perugia, Antonio Minchella, e dal comandante regionale Umbria della guardia di finanza, generale Francesco Mazzotta. L’intesa si inserisce nella collaborazione già avviata con il memorandum operativo sottoscritto nell’aprile 2023 e prevede, per il prossimo biennio, un rafforzamento delle sinergie istituzionali volte a favorire l’effettiva riscossione delle pene pecuniarie irrogate dall’autorità giudiziaria. In una nota della Procura generale di perugia si sottolinea che l’iniziativa assume una particolare rilevanza anche alla luce della riforma Cartabia, con la quale l’esecuzione delle pene pecuniarie (multa e ammenda) cambia radicalmente e il pubblico ministero diventa il “motore centrale” della riscossione penale, gestendo la pena pecuniaria non più come un “credito civile” da riscuotere tramite cartelle esattoriali, ma esattamente come una pena detentiva. La guardia di finanza sarà chiamata a svolgere specifici approfondimenti patrimoniali e reddituali nei confronti dei soggetti condannati segnalati dalla procura generale, dalle Procure della Repubblica del Distretto e dal Tribunale di sorveglianza di perugia, per individuare beni e disponibilità economiche suscettibili di aggressione per l’esecuzione delle misure patrimoniali previste dalla legge.

