Allarme carburante, i voli dell’aeroporto umbro (per ora) non sono a rischio: la situazione e i possibili scenari
A più di un mese dallo scoppio della guerra in Iran, la chiusura dello stretto di Hormuz, strategico per il traffico petrolifero globale, rischia di impattare sulla fornitura di cherosene per i voli. Se il conflitto dovesse continuare, ha detto il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, “ci saranno conseguenze”. Al momento, per Ryanair, “i nostri fornitori possono garantire carburante fino a metà-fine maggio”. Insomma, se la guerra dovesse concludersi presto l’approvvigionamento non sarà interrotto. Se invece dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non si possono escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti. Il direttore dell’aeroporto San Francesco dell’Umbria, Umberto Solimeno, ha assicurato che ci sono scorte per tre settimane-un mese. Per ora, quindi, tutto regolare. “Dipenderà poi – ha detto Solimeno – da cosa succederà nel prossimo futuro. Al momento tutte le operazioni sono garantite”. Se la situazione si protrarrà però il rischio di restrizioni di voli e tratte è concreto. “Se la guerra continua – ha aggiunto il direttore dello scalo umbro – c’è la possibilità di una interruzione, forse del 10-20%, delle nostre forniture”. Per ora, la parola d’ordine è di non fare “allarmismo” perché le limitazioni di carburante “non sono significative” e “nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l’area Schengen ed è garantita l’operatività”. L’emergenza potrebbe arrivare più avanti, tutto dipenderà dalla situazione dello stretto di Hormuz.

