Carceri umbre esplosive: poliziotto ferito da un detenuto a Terni. A Perugia fuoco in cella: 4 agenti portati in ospedale
Ancora violenza nelle carceri umbre. Dopo quanto avvenuto a Spoleto, questa volta è un giovane agente del carcere di Terni a farne le spese. Il poliziotto della penitenziaria ha riportato gravi lesioni a una mano. Portato al pronto soccorso del Santa Maria ha avuto una prognosi di 15 giorni con 12 punti di sutura sulla mano destra. “E’ ora di fermare questo macello: non vi sono più le condizioni di lavoro adeguate di sicurezza”, ha denunciato Fabrizio Bonino, segretario Sappe dell’Umbria. L’atto di violenza si è verificato martedì scorso. Tutto sarebbe nato da un litigio tra due detenuti, un nigeriano ed un tunisino, entrambi “noti per essersi resi protagonisti di atti violenti nei confronti della polizia penitenziaria ternana e non solo”, informa Bonino. I due sarebbero arrivati ad uno scontro fisico, per futili motivi, ed il poliziotto che si trovava nei pressi è stato colpito alla mano con un oggetto contundente da uno dei due detenuti. Anche nel carcere di Perugia un detenuto ha appiccato il fuoco nella sua cella. Nella serata di ieri, un detenuto italo-brasiliano ha incendiato due materassi ed altri suppellettili all’interno della propria cella nella sezione 3B del Reparto circondariale. Grazie all’intervento degli agenti si è scongiurato il peggio, afferma Bonino. Subito dopo si è provveduto ad evacuare tutta la sezione, in quanto il fumo sprigionato non permetteva di respirare. Una volta spento l’incendio il detenuto che aveva dato fuoco è stato trasportato all’ospedale di Perugia per controlli e successivamente ricoverato. Ben quattro agenti che avevano inalato molto fumo sono stati prima soccorsi e subito dopo inviati in ospedale e successivamente dimessi con prognosi varie. Secondo Bonino, “l’inizio 2025 conta già cinque aggressioni nei confronti del personale penitenziario, con la distruzione di telecamere, stanze detentive, box agenti”. Il personale, spiega il segretario umbro del Sappe, “è stremato da turni di lavoro stressanti che arrivano ormai sempre più spesso a superare le 12 ore vista la grave carenza di organico ed oltretutto costretto a subire insulti, minacce e aggressioni fisiche”. Il sindacato chiede l’immediato sfollamento di almeno 70 detenuti per poter ripristinare i sistemi di sicurezza e videosorveglianza distrutti dai detenuti. Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, “si deve dotare la polizia penitenziaria di ogni strumento utile a fronteggiare le costanti criticità con cui quotidianamente le donne e gli uomini del Corpo hanno a che fare”. Appena nove giorni fa, due agenti della penitenziaria sono finiti all’ospedale dopo un incendio divampato all’interno del carcere di Spoleto. Altri poliziotti sono stati curati nell’infermeria dello stesso carcere. A creare il caos nell’Istituto di pena spoletino era stato un detenuto che, al momento della chiusura della cella, aveva avuto una reazione violentissima contro gli agenti utilizzando delle bombolette del gas di cui disponeva per cucinare. Le ha lanciate verso i poliziotti e altri detenuti avviando un incendio in una cella occupata da un uomo arrivato al carcere di Spoleto poche ore prima dalla Toscana. “La situazione è veramente esplosiva”, ha denunciato più volte il garante dei detenuti della Regione Umbria, Giuseppe Caforio.

