Cesare Cesarini, direttore Confapi Umbria, muore in un incidente stradale sull’Autostrada: in auto con lui la moglie, la figlia e un’altra ragazza
Cesare Cesarini, direttore di Confapi Umbria, 70 anni, ha perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto oggi, verso le 14,30, sull’Autostrada del sole, tra Orte e Roma Nord, nel territorio di Ponzano Romano. Per cause in corso di accertamento la sua auto, una Mercedes GLC, con a bordo la moglie, la figlia e una compagna di università, si è scontrata con un furgone. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la polizia Stradale. Secondo le prime notizie, nello scontro sarebbero rimaste coinvolte altre due auto. A seguito dell’impatto, Cesarini è rimasto incastrato nell’abitacolo: sono stati i vigili del fuoco a liberarlo. Purtroppo le lesioni si sono rivelate troppo gravi. Lascia la moglie Antonella e la figlia Ginevra. Era stimato dal mondo imprenditoriale umbro non solo per il ruolo di direttore di Confapi Umbria ma anche per le sue alte competenze e attaccamento al territorio. Una lunga carriera professionale, con diversi incarichi di responsabilità, fino a diventare punto di riferimento del mondo associativo umbro. La notizia della sua morte ha raggiunto subito la città di Terni dove era apprezzato e conosciuto. “Cesarini ha messo le sue competenze, la sua capacità e la sua professionalità al servizio del tessuto produttivo del territorio lavorando a stretto contatto con le imprese e dedicandosi ai temi dell’innovazione, della digitalizzazione e della formazione. Ai familiari, ai colleghi e a tutta la comunità di Confapi Terni va il nostro più sincero sentimento di vicinanza e cordoglio”, così la Giunta Regionale dell’Umbria. Profonda costernazione per la scomparsa di Cesare Cesarini è stata espressa anche dalla Comunità Incontro di Amelia. “Abbiamo avuto il privilegio di aver collaborato insieme a Cesare – scrive Giampaolo Nicolasi responsabile della struttura – nei tanti progetti formativi messi in campo per supportare il futuro professionale dei nostri ragazzi. Un lavoro che resterà un esempio e una testimonianza preziosa del percorso fatto insieme. Lo ricorderemo sempre con immenso affetto e tutta la nostra riconoscenza”.

