Corte dei Conti dell’Umbria: indagato medico per non aver diagnosticato morso di una vipera. Caso di scambio di vetrini tra due pazienti diversi
C’è anche un danno erariale indiretto, per euro 35.000, contestato a un medico di un Pronto soccorso dell’Umbria per non avere “prontamente diagnosticato che un paziente visitato fosse stato morso da una vipera” tra le vicende per le quali la Procura regionale della Corte dei Conti ha attivato giudizio o sono intervenute sentenze. A citarlo è stata la procuratrice Antonietta Bussi nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Al medico è stato contestato di non avere diagnosticato il morso della vipera “nonostante i segni riconoscibili per la peculiarità del caso”, una passeggiata nel bosco che aveva fatto il paziente. Tra i casi evidenziati anche “l’erronea attribuzione ad un soggetto di una diagnosi di grave patologia, rispetto alla forma più lieve da cui era affetto, per uno scambio di vetrini avvenuto tra le agobiopsie di due diversi pazienti”. Per i danni erariali riconducibili alla materia della sanità e della responsabilità medica, ha detto la procuratrice, per errori che si manifestano nel processo clinico assistenziale, “si conferma costante l’operato dell’Ufficio, per i complessi e variegati profili che il comparto presenta, in ragione dell’elevato assorbimento di risorse pubbliche che deriva dai ristori liquidati alle vittime o ai loro eredi”. I fascicoli aperti hanno ad oggetto una casistica varia e non di rado sono accomunati dalla richiesta di indennizzi assai elevati in conseguenza di decessi o di gravi invalidità. La procuratrice Bussi ha poi spiegato che “diversificate sono le fattispecie concernenti i pregiudizi erariali conseguenti ad attività illecite, anche di rilievo penale, da parte di dipendenti pubblici”. Si è poi soffermata sui danni in materia di aggiudicazione ed esecuzione dei contratti pubblici. C’è poi la “sovraprescrizione” di antibiotici definita eccessiva e senza ragione. Il presidente della Sezione di controllo Paolo Peluffo, arrivato da poco in Umbria, ha spiegato che l’attività di controllo nel 2026 si focalizzerà sull’attuazione delle opere finanziate dal Pnrr, sul ciclo dei rifiuti, sul trasporto pubblico, sui conti delle aziende sanitarie e sulle politiche ambientali. Nel 2025 l’attività della Procura contabile ha consentito di recuperare oltre 1,3 milioni di euro grazie alle condanne ottenute, ai quali si aggiungono circa 550mila euro versati dagli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.

