Elezioni all’Ateno di Perugia: Marianelli vince il primo turno

Va al ballottaggio con Porena con un vantaggio di più di 100 voti. Terzo Gammaitoni che resta fuori per 10 voti. Signorelli e Carbone fermi sotto le 100 preferenze

È mancata la tradizionale suspence dello scrutinio scheda dopo scheda perché questa volta, con il voto elettronico, tutto si è consumato in pochi secondi: il primo turno delle elezioni per designare il nuovo rettore di Unipg per il sessennio 2025-2031 ha proposto i due candidati che al ballottaggio del 17 giugno si contenderanno Palazzo Murena: Massimiliano Marianelli e Daniele Porena. Quasi incredibile: tutti e due sono docenti del Dipartimento FISSUF, tutti e due quindi di area umanistica, che hanno schiacciato i candidati dell’area scientifica, segno che la grande maggioranza degli elettori vuole che Perugia resti un Ateneo generalista, nel solco profondo della sua storia e della sua tradizione. Che Daniele Porena andasse al ballottaggio era quasi scontato, non fosse altro perché è partito con largo anticipo rispetto ai suoi avversari e perché su di lui, vicino allo schieramento politico di Centro Destra e in particolare a Fratelli d’Italia, era chiaro che sarebbero stati convogliati i voti di quella parte. Del resto, illustri rappresentanti europei e nazionali di quella forza politica dichiaravano apertamente che la corsa al rettorato doveva rappresentare una sorta di riequilibrio dei poteri regionali, dopo le sonore sconfitte del centrodestra al Comune di Perugia e in Regione. Quanto tutto questo abbia giovato al candidato dovrebbe essere oggetto per loro di una approfondita analisi, soprattutto allorché il governo Meloni, con la Ministra Bernini e i suoi provvedimenti, sta smantellando l’Università pubblica statale a favore delle università private. Il risultato sono 298 voti, pochi in un elettorato di più di 2000 elettori. La vera sorpresa è invece Marianelli. Partito in sordina, quasi controvoglia, proprio per la candidatura di Porena all’interno del suo Dipartimento, stimolato da colleghi che non volevano che la competizione per la guida dell’Università fosse ridotta a uno scontro politico tra Destra e Sinistra, ha saputo conquistare la fiducia di tanti colleghi (ha preso 405 voti) e con pacatezza, moderazione e competenza, derivanti dai numerosi ruoli accademici ricoperti, ha saputo imporsi come candidato serio e affidabile. A guardare i numeri la sua corsa sembra ora in discesa perché probabilmente gran parte dei 289 voti che ha preso Luca Gammaitoni, candidato che non ha mai nascosto la sua militanza giovanile nell’Azione Cattolica e nel Partito Democratico, al ballottaggio è logico supporre che si riverseranno naturalmente su Marianelli. Comunque, un discreto successo quello di Luca Gammaitoni che probabilmente almeno all’inizio ha avuto difficoltà a entrare in sintonia anche con una parte del suo elettorato naturale, non facendo scattare quel sentimento di empatia che in una competizione come questa, al di là dell’adesione ad aree culturali e politiche, è fondamentale per attrarre voti dall’area delle non appartenenze.  Gli altri due candidati, Carbone e Signorelli, non sono in realtà mai stati in competizione: Carbone, è noto, avendo gestito la fase di accreditamento Anvur dei corsi dell’Ateneo, ed essendo uno dei massimi esperti di valutazione universitaria a livello nazionale era visto, forse a torto, come colui che avrebbe imbrigliato l’ateneo nella rete burocratica dei parametri ministeriali; Signorelli invece, come è stato nel passato per altri candidati del palazzetto di Economia e Scienze Politiche, ha raggiunto poco più di 50 voti, bel al di sotto delle potenzialità delle due strutture, ma anche del suo stesso dipartimento. Quando in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, prestigiose università come Harvard sono attaccate dal potere politico e messe in difficoltà è particolarmente importante aver assistito a una competizione, che speriamo si mantenga tale fino al 17 giugno, in cui il confronto tra idee e progetti è stato serrato ma civile, ribadendo che le università pubbliche sono i luoghi privilegiati del pensiero critico e della libertà di ricerca. Una bella lezione di Unipg al mondo accademico italiano ed europeo, degna della sua centenaria storia e del suo accresciuto prestigio internazionale.