Festa della donna, c’è ancora troppo da fare a 80 anni dal voto: le testimonianze di Sarah Bistocchi e Vittoria Ferdinandi
Uccise, maltrattate e, a volte, in balia dei propri aguzzini. Una scia di sangue che non s’arresta come è stato ricordato dal Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani. Un quadro sconfortante della violenza di genere: nel 2025 in Umbria ben tre femminicidi e tante richieste d’aiuto. Sempre di più donne nel mirino di mariti, compagni e fidanzati, che vivono con uomini instabili e violenti. Oggi, più che una festa, dovrebbe essere un’occasione di riflessione e sensibilizzazione anche perché c’è ancora troppo da fare per obbligare il mondo intero a rispettare le madri della vita. “In un tempo in cui il mondo è incendiato da conflitti e violenze, la politica e le Istituzioni sono chiamate alla prova principale, quella della responsabilità e dell’unità, condizioni fondamentali per un cambio di passo concreto sulle pari opportunità, che invece stenta a farsi vedere. Perché il terreno dei diritti, che dovrebbe essere fertile alla costruzione di una società più giusta ed equa, diventa invece campo di battaglia, più soggetto a colpi di mano che ad azioni concretamente efficaci” così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi. “Eppure – aggiunge – ce ne sarebbe necessità, anche nella nostra Umbria, che pur in forma minore, risente delle tendenze nazionali sull’occupazione femminile, superiore alla media nazionale ma inferiore a quella degli uomini. Così come per l’accesso al lavoro o per la qualità dell’occupazione che ci troviamo a ricoprire o per le violenze che ci troviamo a subire”. Secondo Sarah Bistocchi, “la celebrazione dell’ 8 marzo diventa emblematica in questo anno, in cui celebriamo gli 80 anni dal diritto di voto alle donne. Il volto dell’8 marzo, per me, quest’anno è proprio quello di Adele Bei, di Nilde Iotti e di tutte le altre che in quel tempo che oggi ci sembra, sbagliando, lontano e scontato, con coraggio e lungimiranza, cambiarono il paradigma dominate”. Per la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, questa giornata “rappresenta un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e della società affinché la parità, la libertà e la piena partecipazione delle donne alla vita democratica siano un impegno concreto che attraversa tutto l’anno”. La sindaca di Perugia sottolinea che una parità pienamente realizzata “passa anche dalla capacità di garantire alle donne condizioni di autonomia economica e pari opportunità nel lavoro”. Il tema della parità salariale, spiega Ferdinandi, “rappresenta ancora una delle sfide più importanti per il nostro Paese. Ridurre il divario restributivo e garantire pari riconoscimento professionale significa rafforzare l’indipendenza delle donne e rendere più giusta e dinamica l’intera società”.

