Giubileo, Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa: un volano per l’Umbria, oltre sei milioni di pellegrini. La nostra Regione parla ormai a un mondo più ampio
Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Termina così il Giubileo 2025 dedicato alla speranza. La porta della basilica era stata aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024. Questa mattina, Leone si è avvicinato alla Porta Santa, si è inginocchiato e, dopo un momento di preghiera silenziosa, ha chiuso i due grandi battenti di bronzo. Uno dei messaggi di speranza più forti di questo Giubileo è stato quello del Giubileo dei Giovani, con centinaia di migliaia di ragazzi da tutto il mondo – molti dei quali nati dopo la morte di Wojtyla – si sono incontrati a Roma con entusiasmo, cantando, pregando e partecipando alle veglie con il Papa. In questi dodici mesi il mondo intero è arrivato a Roma, un’escalation di numeri impressionante: oltre 33 milioni di “Pellegrini di speranza”. Ora si guarda al 2033 quando verranno celebrati i duemila anni della Redenzione di Cristo. Il bilancio dell’Anno Santo è assai significativo anche per l’Umbria, lo ha ricordato monsignor Domenico Sorrentino ad Assisi e Foligno ieri l’altro. Le stime parlano di circa sei milioni di pellegrini transitati in Umbria dall’inizio dell’Anno Santo, ha spiegato don Giovanni Zampa vicario della diocesi di Assisi. Uno degli aspetti più tangibili è l’età media che si è abbassata nettamente: molti giovani e un’ospitalità più semplice e più economica. “Accanto ai flussi tradizionali – ha aggiunto don Giovanni Zampa – sono cresciuti significativamente quelli dal Sud America, in particolare dal Brasile, dall’Asia, come Corea e Filippine. E’ il segno che l’Umbria e Assisi parlano ormai a un mondo sempre più ampio”. Restano ancora vive le immagini di fine luglio, quando quasi ventimila giovani sono arrivati da ogni parte del mondo nelle otto diocesi dell’Umbria. Centinaia di famiglie umbre che hanno aperto le porte insieme a oratori, palestre, Cva, a migliaia di ragazzi tra canti, balli e bandiere di tre continenti: Corea del Sud, Filippine, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Francia, Ungheria, Croazia e Slovenia. Giovani in cerca di giustizia per costruire “un mondo più umano” e coltivare l’amicizia , che “può cambiare il mondo e può essere la strada della pace”. Il Giubileo della speranza è stato anche il momento della canonizzazione di Carlo Acutis, avvenuta il 7 settembre a Roma, in piazza San Pietro. Il primo “millennial” ad essere proclamato santo, con una massiccia partecipazione di pellegrini dall’Umbria che hanno raggiunto la Capitale con un treno speciale. Per l’Umbria è stato un anno molto intenso con milioni di pellegrini che hanno apprezzato anche le bellezze della nostra Regione. A livello logistico tutto è andato liscio con una forte sinergia tra istituzioni locali, nazionali e religiose. Il “metodo giubileo” ha saputo creare un’autentica collaborazione tra soggetti istituzionali che a volte non dialogano tra loro.

