In Umbria ci si sposa meno, più tardi e sempre più in Comune: si accentua il calo dei matrimoni religiosi

Nel 2024, in Umbria i matrimoni sono stati più del doppio di quelli religiosi. Secondo l’Istat sono stati infatti 1.623 contro 808. Con un dato complessivo di 2.431 in calo rispetto agli ultimi anni. I matrimoni erano stati infatti 2.587 nel 2022 e 2.490 nel 2023. Sempre in base ai dati Istat, tra il 2022 e il 2024, i matrimoni religiosi sono passati da 1.052 a 808. Quelli civili da 1.535 a 1.623. Un trend che troverebbe conferma anche dai dati provvisori del 2025. Non solo: in Umbria ci si sposa sempre meno, più tardi e sempre più spesso in Comune. Dati che raccontano una Regione in cui le scelte familiari cambiano ritmo e forma, tra difficoltà economiche, instabilità lavorativa e nuovi modelli di coppia. Alla base del rinvio del matrimonio pesano soprattutto le difficoltà di accesso alla casa e al lavoro. Cresce, come nel resto del Paese, la quota di giovani che resta in famiglia fino alla soglia dei 35 anni. Una permanenza protratta che comporta un effetto sul rinvio delle prime nozze che si amplifica in periodi di congiuntura economica sfavorevole, spingendo i giovani a ritardare ulteriormente le tappe dei percorsi verso la vita adulta, tra cui quella della formazione di una famiglia. Sul rinvio del primo matrimonio, inoltre, incide anche la diffusione delle convivenze prematrimoniali. Dal rapporto Istat emerge anche un sempre più avanzato processo di integrazione dei cittadini stranieri. Sempre più matrimoni misti. Considerando i matrimoni con almeno uno sposo italiano, la maggior parte dei nuovi italiani sono di origine albanese, marocchina e romena.