In Umbria le banche non fanno più le banche: sempre meno credito alle imprese. Nessun segnale di inversione
Negli ultimi anni, e “in modo continuativo”, il credito bancario alle imprese umbre si è progressivamente ritirato. Emerge da un’analisi condotta dalla Camera di commercio dell’Umbria sui dati della banca dati statistica della Banca d’Italia. Secondo lo studio non si tratta di una flessione episodica né di un assestamento legato ai singoli cicli economici, ma di una dinamica strutturale che accompagna l’economia regionale dal periodo precedente alla pandemia fino all’attualità e che, nel tempo, si è consolidata senza mostrare reali segnali di inversione. La Camera di commercio ha spiegato che i dati sono espressi in termini reali, ossia al netto dell’inflazione e questo consente di misurare la reale capacità di finanziamento del sistema produttivo, depurata dall’erosione del potere di acquisto della moneta. “Il credito alle imprese umbre si è ridotto anno dopo anno e oggi il conto è evidente” ha rilevato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria. “Quando mancano risorse finanziarie – ha aggiunto Mencaroni – mancano anche investimenti e prospettive di crescita. Il problema non riguarda solo le banche o le imprese, ma l’intero sistema economico regionale. Serve ricostruire fiducia, perché senza fiducia il credito non riparte. Occorre rimettere in moto il dialogo tra imprese e sistema bancario. E creare condizioni che rendano conveniente tornare a investire in Umbria. E’ una sfida decisiva per il futuro della regione”. Tra il secondo trimestre 2025 e il secondo trimestre 2019, ultimo anno prima della crisi pandemica, il credito reale alle imprese umbre si è ridotto del 28,3%. Estendendo il confronto al 2018, la contrazione raggiunge -36,6%. Si tratta di un dato più negativo della media nazionale e che colloca l’Umbria in una posizione di difficoltà anche rispetto a molte altre regioni del Centro Italia. Una riduzione avvenuta nel corso degli anni, attraversando fasi diverse: l’espansione post-Covid sostenuta da politiche monetarie straordinariamente espansive, il successivo irrigidimento legato all’aumento dei tassi di interesse a partire dal 2022 e, infine, la fase più recente, in cui la discesa dei tassi non ha prodotto una ripresa del credito. Osservando i valori assoluti, la dimensione della perdita diventa ancora più evidente. In termini reali, tra il 2019 e il 2025 quasi 3,5 miliardi di euro di credito alle imprese sono venuti meno.

