La politica del “qui et ora” e il corto respiro, Sanità, Trasporti e Trasimeno: la calda estate della Regione e dell’Umbria
“E’ tempo di visione. Non di misure di corto respiro”. Sono parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di due mesi fa quando visitò gli stabilimenti Piaggio a Pontedera. Senza una visione e riforme concrete, la prudenza rischia di trasformarsi in immobilismo. Concetti semplici, chiari, che dovrebbero essere fatti propri dalle Regioni ordinarie, sempre più trasformate in Regioni di spesa piuttosto che in Regioni di programma. I ritardi e le difficoltà che si stanno manifestando da qualche anno in Umbria si devono addebitare proprio alla mancanza di cultura della programmazione regionale e della pianificazione territoriale. Identica situazione, sia pure con responsabilità istituzionali diverse, vale per i due capoluoghi di provincia (Perugia e Terni), come è emerso dalla indagine Governance poll 2026 realizzata da Noto sondaggi. Un amministratore, in quanto tale, non può limitarsi a un uso amministrativo, ad amministrare “la cosa”, deve anche occuparsi di un “oltre”: la politica, infatti, non è un semplice affaire quotidienne ma un impegno profuso affinché pensiero e azione si concilino per creare una visione, un programma lungimirante da immaginare e voler attuare. La sensazione è che, nelle istituzioni più importanti dell’Umbria, si vive il qui et ora per assenza di visioni e di progetti. Guardando avanti, occorre invece riprendere il cammino delle riforme e non continuare a rincorrere le emergenze senza una strategia. In queste ultime settimane si assiste ad un dibattito incandescente su alcuni temi importanti: sanità, trasporti, lago Trasimeno. La strategia adottata dalla Giunta regionale, a volte in perfetta continuità con la precedente, non ha funzionato e si vede. Non solo dalla indagine Governance pool 2026. Da quando il ministero delle Infrastrutture è in mano a Matteo Salvini, ogni giornata per i pendolari umbri che devono mettersi in viaggio si trasforma uno strazio quotidiano. Anche ieri è stata una giornata tormentata e massacrante per centinaia di pendolari umbri: basta vedere quanto avvenuto sul treno regionale Foligno-Firenze. Disagi che vengono da lontano ma che ora sono esplosi drammaticamente per i numerosi cantieri attivi sulla rete regionale ed interregionale. Per non parlare dei disagi che gli automobilisti sono costretti ad affrontare ogni giorno percorrendo la E45 e il raccordo Terni-Orte. Premesso che la precedente Giunta Regionale, con un governo nazionale “amico”, non è riuscita in cinque anni a risolvere alcunché, la domanda che sorge spontanea è perché l’assessore regionale ai trasporti, che in queste settimane incolpa chiunque le capiti a tiro, non ha affrontato il problema in tempo debito ? Perché non ha convocato e aperto un confronto serrato con Rfi e Anas sul rischio intasamento cantieri ? La Regione non poteva non conoscere già nel 2025 i programmi di Anas e Rfi . “Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati” è troppo tardi. Le grandi responsabilità del ministro Salvini sono sotto gli occhi di tutti e innegabili per chiunque, ma la battaglia politica va fatta in anticipo rispetto alle scadenze. Così come è stato un errore enfatizzare la “generosità” del presidente toscano Eugenio Giani per il fiotto d’acqua del Montedoglio nel Trasimeno, dimenticando due cose: l’opera è stata realizzata non solo dalla Toscana ma anche dall’Umbria(Ente irriguo Umbro-Toscano) e senza una strategia complessiva è come “dare lo champagne alle galline” (parole del professor Lucio Ubertini ricordate pochi giorni fa dall’arch. Diego Zurli). Un adagio di antica saggezza, attribuito a Cicerone, indica che la precauzione, quandanche sia eccessiva, non guasta e usare cautela, anche esagerata, non nuoce affatto. Sulla sanità, in attesa del nuovo Piano socio-sanitario, si continua a litigare senza esclusione di colpi tra maggioranza e opposizione, rinfacciandosi presunti errori e ritardi. Nel frattempo, la presidente Stefania Proietti ha annunciato che è in dirittura d’arrivo il nuovo Piano sociosanitario: la preadozione del documento avverrà entro l’estate. La seconda novità, non di poco conto, è arrivata ieri l’altro: la Regione svelerà la località dove sorgerà il nuovo ospedale di Terni entro il 31 luglio. Ai posteri l’ardua sentenza.

