La Proietti non ha raccontato bugie: il Ministero dell’Economia certifica un disavanzo di 73 milioni di euro

Risolto il rebus del buco di bilancio sulla sanità umbra: per il Ministero dell’Economia è di 73 milioni di euro, somma derivante dal disavanzo del sistema sanitario regionale pari a 34 milioni e del fondo di dotazione pari a 39 milioni. Non sono i 90 della Giunta regionale ma tantomeno non sono i 14 di attivo pronosticati dall’ex presidente Tesei. Il ginepraio di questi giorni si conclude senza vincitori e vinti. Diciamo la verità: abbiamo assistito ad un balletto di numeri mai visto. Settantatré milioni di euro è sicuramente un bel disavanzo, non sono novanta ma poco ci manca. Da quest’anno, poi , il Governo taglierà all’Umbria 5 milioni (saranno in tutto 40 nei prossimi tre anni, fa sapere Palazzo Donini). Resta ora da stabilire dove trovare le risorse per garantire il pareggio di bilancio. Il Tavolo del Mef resta in attesa delle “necessarie misure di copertura entro i termini previsti dalla normativa vigente e cioè entro il 30 aprile”. Se le coperture, spiega la Giunta regionale, non saranno recuperate entro tale data, dal primo maggio la presidente della Regione in qualità di commissario ad acta deve aumentare l’addizionale Irpef e Irap, ma se gli aumenti saranno ritenuti insufficienti dal primo giugno saranno aumentate al massimo le aliquote Irpef per tutte le fasce di reddito e Irap per tutte le imprese, oltre al divieto di effettuare spese non obbligatorie in sanità. E’ stata la direttrice regionale alla Sanità, Daniela Donetti, a incontrare a Roma i tecnici del Ministero dell’Economia e Finanze. Un confronto serrato, contegnoso, garbato e costruttivo. Donetti ha preteso chiarezza, certezze e spiegazioni su alcune poste in gioco. Alla fine ha avuto ragione: il disavanzo c’è e va ripianato, la cifra è leggermente inferiore ma consistente. Un “buco” che porta all’avvio della procedura di diffida. Il resto sono chiacchiere al vento. La Presidente Proietti non è stata bugiarda: occorre un piano di rientro e il rischio commissariamento c’era e c’è se non si risanano i conti. Ora però la Giunta regionale si trova di fronte ad un bivio: continuare con una manovra pesante, così come quella che è stata presentata, oppure trovare una soluzione di equilibrio tra tagli della spesa e aumento equo delle tasse. “Per ridare agli umbri una buona sanità pubblica c’è bisogno di risorse”, ha sottolineato anche in queste ore la presidente Proietti. La governatrice sembra disponibile ad alleggerire la manovra fiscale e invita la minoranza ad assumersi le proprie responsabilità. “Venga a discutere nelle sedi istituzionali, ci confrontiamo con rispetto e sarei felice di condividere con tutto il Consiglio regionale la soluzione migliore”, ha sottolineato L’eventuale manovra va approvata entro il 15 aprile, i tempi sono stretti ma comunque sufficienti per un confronto serio e responsabile. E’ in gioco la tenuta del sistema sanitario umbro.