La salute mentale nel nuovo Piano sanitario: un’emergenza sottostimata. Boom di minori nei Pronto soccorso di Perugia e Terni senza neuropsichiatri infantili
La salute mentale avrà una parte importante nel nuovo Piano sociosanitario regionale. E’ quanto hanno ribadito in questi giorni la presidente Stefania Proietti e la direttrice regionale della Salute Daniela Proietti. L’obiettivo è quello di costruire servizi integrati con il territorio per affrontare le nuove emergenze. Proietti ha ricordato che l’Umbria è stata “apripista sul tema”. Il Piano, che è molto atteso, è in via di definizione e dovrebbe essere adottato dalla Giunta regionale entro il mese di gennaio. Un documento di programmazione, che manca da diversi anni, capace di rispondere in maniera efficace ai bisogni dei pazienti con questi disagi, soprattutto dei più giovani. La salute mentale, trascurata negli ultimi anni, è una sfida non solo sanitaria, ma che riguarda anche l’istruzione, il lavoro, la società e la giustizia sociale. Per questo, è necessario programmare un ampio spazio alla prevenzione del disagio e alla creazione di un sistema organizzato, che renda i servizi di salute mentale omogenei nei vari territori della Regione. “La salute mentale – ha aggiunto Proietti – si coniuga sempre più con il tema delle dipendenze e delle doppie diagnosi, con nuove sfide. E’ stata quindi importante la presenza del procuratore generale Sergio Sottani e del rettore Massimiliano Marianelli. Il tema è di tutti, nessuno escluso. E’ della comunità”. La presidente si è poi soffermata sui giovani e adolescenti. “Le sfide del nostro tempo – ha sottolineato – come i social e l’intelligenza artificiale e la rete, mettono veramente i più giovani in un mondo pieno d’insidie dal punto di vista psicologico. Sono i giovani a chiedere di essere parte attiva della soluzione. Non si può arrivare a piangere il suicidio ma dobbiamo prevenire. La salute mentale sarà il pilastro del nuovo Piano sociosanitario”. Se è vero che il numero degli adolescenti affetti da disturbi psichiatrici e neurologici è in forte aumento, mancano però i neuropsichiatrici specializzati nella cura. Questo anche in Umbria dove il numero dei medici di Neuropsichiatria Infantile è quasi inesistente. La neuropsichiatria infantile è, infatti, la disciplina che si occupa di tutte le patologie neurologiche e psichiatriche dell’età evolutiva, ovvero fino a diciotto anni, tra cui: l’autismo, le disabilità complesse, i disturbi dell’apprendimento, l’epilessia, depressione e disturbi dell’umore, della condotta e della personalità. Ancora: le tendenze autolesionismo e le dipendenze da sostanze, tanto per citare qualche esempio. Oggi il neuropsichiatra infantile è una figura centrale anche per le dipendenze da internet e dai social media. Basterebbe passare qualche ora nei Pronto soccorso dell’Umbria, in particolare a Perugia e Terni, dove si registrano ingressi rilevanti di minorenni con disturbi dell’umore e della condotta. E dopo la pandemia di Covid il fenomeno si è ancora più esasperato. La sfida vera è quella di comprendere i segnali iniziali di un malessere e intervenire prima che sia troppo tardi, cioè prima che arrivino al Pronto soccorso. E’ inutile assumere pediatri (con i dati sulla denatalità che ci sono) e fare un nuovo Pronto soccorso, occorrono invece equipe multiprofessionali, inclusi neuropsichiatri infantili, in grado di effettuare una accurata diagnosi etiologica e di proporre terapie personalizzate efficaci o trial terapeutici innovativi che modificano la storia naturale della malattia.

