La variante Delta cresce, siamo al 16,8% dei contagiati. Un mese fa l’incidenza era del 4,2: Coletto convoca Cts regionale

Cresce la variante Delta, da maggio è aumentata quattro volte. Secondo l’indagine preliminare del rapporto dell’Istituto superiore di sanità,  diffuso ieri, ora la variante Delta riguarda il 16,8 per cento dei contagiati. Solo un mese fa l’incidenza era del 4,2. ” Entro qualche settimana e comunque durante l’estate – prevede il presidente dell’ Iss, Silvio Brusaferro – la variante Delta sarà dominante”. Soppiantera’ , cioè,  la variante inglese al momento prevalente con il 74,9 per cento dei casi. Il report evidenzia che l’incremento è costante da mesi, ma è più rapido nelle ultime settimane. Significa che la trasmissibilita’ della Delta è più elevata. C’è inoltre la conferma che la variante avanza velocemente in tutto il territorio: sono 32 le province e 11 le regioni in cui il ceppo è presente. La variante Delta è arrivata in Lombardia, Campania, Piemonte, Trentino, Veneto, Emila Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Sicilia e Sardegna. Quindi anche l’Umbria è chiamata a fare i conti con questa nuova realtà,  come ha confermato la direttrice dell’Istituto di Microbiologia dell’ Università di Perugia, Antonella Mencacci. Nella nostra regione sono stati individuati 20 cluster di variante Delta che hanno coinvolto presumibilmente 35 persone, in due aree di Città di Castello e Terni. Un segnale che le autorità sanitarie umbre stanno prendendo con la massima serietà e con qualche preoccupazione. L’unica difesa è continuare a tracciare in modo capillare , a sequenziare il virus e a vaccinare. Franco Locatelli,  coordinatore del comitato scientifico  e presidente del Consiglio superiore di sanità,  non esclude che in futuro possono rendersi necessarie zone rosse per isolare e ridurre il più possibile il contagio. Sarà importante lavorare nella maniera più intensiva sul tracciamento e sugli approcci di genotipizzazione  e sequenziamento  per intercettare i segnali di diffusione della variante indiana. Locatelli non esclude, qualora il ceppo diventerà dominante, provvedimenti restrittivi come ” abbiamo fatto in Umbria per contenere la variante brasiliana”.  Anche perché la Delta , rispetto al ceppo ora dominante, ha una trasmissibilita’ più elevata del 40-60 per cento. La notizia positiva è che non è più resistente al vaccino. A patto che si completi il ciclo. Insomma, siamo in una situazione di allerta, ma non di allarme. Per questo anche l’ Umbria sta valutando di anticipare la somministrazione delle seconde dosi di vaccino per contrastare la variante Delta. Lo ha detto proprio oggi l’assessore regionale Luca Coletto. È stato, infatti, convocato per lunedì il Cts regionale. Coletto ha, inoltre, detto che per prevenire una eventuale quarta ondata del virus è necessario che vengano eliminati i ritardi sulle forniture degli anticorpi monoclonali. ” Vanno somministrati – ha ricordato Coletto – entro 72 ore dall’insorgenza dei sintomi . Bisogna poi puntare sulle cure domiciliari per evitare un nuovo blocco  delle strutture ospedaliere”.