L’agitazione infinita della politica umbra: la trappola dei litigi e l’assenza di luce nuova. Una spirale senza fine
La perversa spirale di parole insolenti, piene di ingiurie e, magari, anche di minacce, innescata nel dibattito politico umbro rende ormai quasi impossibile riportare la polemica sui binari della correttezza di giudizio. “Un animo perturbato”, scrisse nel 1565 il giurista trentino Giacomo Aconcio, “non può né intendere né giudicare rettamente”. La superbia, l’arroganza e il disprezzo rendono molto difficile riconoscere i propri errori. Una spirale senza fine in cui gli animi si scaldano e ciascun contendente, ormai accecato dall’ira, ricorre ad argomenti che fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe sognato di utilizzare. La discussione critica svolge sempre una fondamentale funzione di stimolo e chiarificazione, il disprezzo invece trasforma il confronto in una bagarre senza regole. La mansuetudine e la modestia sono gli ingredienti necessari per rendere il confronto civile e costruttivo. La “lite continua” finisce per logorare non i litiganti ma le istituzioni, soprattutto in un momento difficile come quello che sta vivendo la maggioranza degli umbri. I cittadini chiedono risposte su servizi, lavoro, decoro urbano e qualità della vita. A queste domande chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di rispondere con serietà. Non è un caso che da un pò di tempo si assiste ad uno scontro continuo tra schieramenti politici, tra rappresentanti istituzionali, all’interno delle stesse forze politiche. Una miriade di piccole grandi polemiche, in forma scritta o in forma orale, nelle aule consiliari come nelle piazze, che agitano sempre di più gli animi e avvelenano il clima. L’uno e l’altro contendente, accecati dall’odio e dall’ira. Così però non si governano le città e l’Umbria. Il sindaco Bandecchi, ex paracadutista, ha sicuramente aperto questa nuova stagione insultando gli avversari politici e trasformando il Consiglio comunale in teatro dell’assurdo. Un canovaccio che ha recitato tante volte con attacchi e parolacce social che spesso sono finiti sul tavolo del ministro Piantedosi. Un brandello che però gli avversari, di sinistra e destra, hanno utilizzato per alzare lo scontro delle controversie e trasformare il dibattito in bagarre. Nelle ultime ore è stato l’assessore regionale Fabio Barcaioli, sicuramente non dotato di modestia e mansuetudine, ad accendere il fuoco della polemica scatenando la reazione dell’ex paracadutista. “Ha reagito (Bandecchi, ndr) ricoprendo di insulti chi osava dissentire ed è arrivato a formulare minacce nei confronti di un assessore regionale. Dire ‘state attenti’, se mi alzo in piedi di voi non resta neanche un brandello è un grave atto” ha denunciato Barcaioli. “L’assessore Barcaioli è un provocatore seriale, tutta la sala ha assistito al suo show. Le sue insistenti derisioni e provocazioni sono state ammonite anche dalla sua presidente” ha replicato il sindaco di Terni. Di sicuro, tutto questo non aiuta a illuminare l’Umbria di luce nuova.

