L’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve: “La vita cammina su altre vie rispetto al modello dei potenti del mondo”

“La vita è altro, rispetto al modello interpretato dai potenti di questo mondo: cammina su altre vie, dove ci si incontra, ci si rispetta, ci si aiuta, sapendosi partecipi di un comune destino”. E’ il messaggio dell’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis, nella veglia pasquale celebrata in cattedrale. “Buona Pasqua ! Ciascuno possa essere raggiunto da un riflesso di quella pace che lo Spirito del Risorto non si stanca di diffondere nella Chiesa e nel mondo”. Pasqua, ha detto monsignor Maffeis, non è il sogno di chi, per non vedere e soffrire, evade dai drammi del presente. “Nemmeno – ha aggiunto – è soltanto un modo di dire che il messaggio di Gesù continua, che non ha perso vitalità: la risurrezione è un fatto reale, concreto, storico, davanti al quale il vecchio detto del Qohelet, non c’è niente di nuovo sotto il sole, svanisce come nebbia nel mattino: a Pasqua qualcosa di veramente nuovo è avvenuto in un mondo che sembrava governato dalla legge della caducità e della morte. Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. In Lui il Padre ci assicura che anche la nostra morte e quella dei nostri cari non rimane l’atto finale: come non ha abbandonato il Figlio, così Dio non abbandonerà nessuno nella polvere”. Ricorda l’arcivescovo Maffeis: “L’annuncio risuonato in quella domenica – che da allora è diventato il primo giorno della settimana, quello che dà senso ai giorni dell’uomo – è il più bello di tutta la storia:’Non abbiate paura ! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto e vi precede in Galilea’ Vi precede significa : è già lì, è presente, opera. Dove? In Galilea, in quella che allora era una regione semi-pagana, incrocio di lingue e di culture, e che oggi rappresenta a buon titolo il nostro contesto. Pasqua ci fa tornare con uno sguardo nuovo proprio nella Galilea della nostra quotidianità, della nostra esistenza familiare, sociale ed ecclesiale. Vi riconosciamo – prosegue monsignor Maffeis – i segni del Risorto in chi accoglie la vita e si spende per educare i figli come per assistere i genitori; in chi investe con fiducia, offrendo opportunità di lavoro e di crescita; in chi interpreta la propria professione con senso di responsabilità e disponibilità; in chi pone gesti di condivisione e di solidarietà”. Conclude così l’arcivescovo di Perugia: “Non abbiate paura! la fede pasquale i libera dalla paura come dalla superficialità; ci unisce agli altri, ci fa comunità, ci fa Chiesa, riunita nell’ascolto della Parola e nello spezzare il Pane; ci rende capaci di camminare in dialogo con ogni uomo che cerca e ama la verità e la bellezza; ci fa attenti alla causa della pace, nella consapevolezza della dignità infinita di ogni vita mana: consapevolezza che rimane, invece, estranea a quanti inseguono l’immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale o che si ritiene grande quando viene temuto (Papa Leone)”.