L’eterna querelle su chi vorrebbe privatizzare la sanità dell’Umbria: botta e risposta tra centrosinistra e centrodestra
La delibera numero 825, approvata il 13 agosto dalla Giunta Regionale, riguardante gli “accordi contrattuali per l’assistenza ospedaliera e specialista ambulatoriale” e la definizione dei tetti di spesa per l’anno 2025, “non è assolutamente un passo verso la privatizzazione della sanità”. Lo precisa, rispondendo alla levata di scudi del centrodestra, la governatrice Stefania Proietti. La presidente aggiunge poi che “tale deliberazione, nel rispetto dei vincoli normativi vigenti, dispone esattamente gli stessi tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato pari a quelli utilizzati per l’anno 2024 e pari a quelli utilizzati nell’ultimo quinquennio dalla giunta Tesei e pari a quanto deliberato dalle giunte precedenti”. Un giro di parole che però rischia di far salire la polemica. Il centrodestra, infatti, contesta soprattutto il “ruolo da paladino della sanità pubblica” assunto in campagna elettorale dalla Proietti e dalla sua maggioranza di centrosinistra. “Ciò che non accettiamo è l’ipocrisia di una sinistra che ha agitato lo spettro della privatizzazione per tutta la campagna elettorale” affermano i consiglieri dell’opposizione. “Ora – fanno sapere – veniamo a conoscenza direttamente dalla presidente che con la deliberazione di ferragosto vengono destinate ai privati gli stessi importi da noi previsti in bilancio”. Con una differenza, sostengono dalla minoranza: “Noi abbiamo sempre parlato con chiarezza, senza infingimenti ideologici, loro hanno scelto la strada della mistificazione, accusandoci di ciò che ora praticano con entusiasmo”. La delibera, sostengono la presidente Stefania Proietti e la direttrice Daniela Donetti, rappresenta un intervento per “garantire la continuità assistenziale e la qualità dei servizi sanitari nella nostra Regione, che ricorre al privato accreditato da decenni, ma per la prima volta dopo cinque anni di governo di centro destra, questo atto riafferma il primato del pubblico rispetto al privato, vincolando le risorse del privato agli obiettivi regionali”. Sulle liste d’attesa, la Giunta Regionale Proietti ricorda che la Giunta Tesei ha speso 7 milioni e mezzo di euro verso il privato per abbattere liste d’attesa, mentre la nostra amministrazione sta battendo le liste d’attesa esclusivamente con la sanità pubblica e i pochi residui degli anni passati”. La differenza con prima ? Per Proietti c’è e si vede dalla delibera tanto discussa: “E’ stato inserito un criterio di correzione rispetto a prima: non più la totale libertà da parte dei privati accreditati di effettuare prestazioni (magari non utili alla collettività o al recupero di mobilità passiva ma altamente remunerative per i privati) bensì prestazioni che attualmente costringono i cittadini a rivolgersi all’esterno”. In poche parole: il Sistema sanitario pubblico pianifica e guida la parziale integrazione con le strutture private. Il finale è ancora più seducente: “Con la delibera – assicura Proietti – ci sarà la fine di cristallizzazioni e potenziali situazioni monopolistiche con l’apertura a nuovi soggetti accreditabili. In risposta alle accuse di malafede, e alle strumentalizzazioni fine a se stesse. Il budget per il privato sarà mantenuto allo stesso livello del 2024″. E questo è proprio il punto che contesta il centrodestra:” Una confessione quella della Proietti che ammette il fallimento delle proprie politiche sulla sanità pubblica: finalmente hanno gettato la maschera”.

