L’Umbria e i capitali esteri, 400 imprese per un fatturato di 4,6 miliardi di euro: quasi 12 mila persone occupate

Le 400 imprese a controllo estero in Umbria generano da sole il 12,72% (4,6 miliardi di euro) del fatturato complessivo, occupano il 5% degli addetti regionali, ovvero 11.552 persone e producono l’ 8,25% del valore aggiunto (802 milioni di euro) di tutte le aziende attive sul territorio regionale. Un “impatto significativo” sull’economia della regione anche se queste corrispondono soltanto allo 0,9% del totale delle multinazionali non residenti presenti in Italia e lo 0,59% delle imprese operanti in Umbria (67.851). E’ quanto emerge dal report  “Le imprese estere in Italia: il ruolo nelle economie regionali- La regione Umbria”, redatto dall’Osservatorio imprese estere dell’Advisory board investitori esteri (Abie) di Confindustria. Tra gli elementi distintivi delle multinazionali operanti in Umbria il report evidenzia poi l’impulso all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale, ma anche la cooperazione con gli stakeholder e le realtà locali. Un “importante contributo al territorio” è stato definito, visto anche che in Umbria il 33,4% delle imprese estere coinvolge anche i fornitori italiani nelle proprie iniziative  finalizzate a ridurre l’impatto ambientale, con un +12% rispetto alla quota nazionale. Inoltre, le aziende estere in Umbria intessono relazioni proficue con tutti gli stakeholder locali (imprese, università, centri di ricerca, pubblica amministrazione), superando del 12% la media nazionale (44,6% vs 32,6%). “Considerare l’Umbria una regione di piccole imprese è vero solo per metà”, ha sottolineato il presidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli. ” Se si considerano i fatturati – ha aggiunto Briziarelli – emerge infatti che il ruolo delle grandi imprese, italiane ed estere, è molto più rilevante di quanto comunemente non si creda, un driver strategico per l’Umbria in termini di produttività, innovazione e valorizzazione dei talenti”. Anche per Marco Travaglia, presidente e amministratore del Gruppo Nestlé, le “multinazionali estere rappresentano uno straordinario driver di crescita per l’economia umbra e per il suo Pil, fornendo un significativo impulso all’occupazione e contribuendo a generare ricchezza sul territorio”. Sono quindi ” un vero e proprio patrimonio a disposizione di altre imprese, istituzioni e cittadini”, ha detto ancora.