Mobilità sanitaria, l’Umbria sfonda il tetto dei 55 milioni di euro: 18 sono conguagli degli ultimi tre anni. Non si arresta il flusso di chi si va a curarsi fuori

I dati dei vari osservatori nazionali e regionali confermano il progressivo ampliamento della migrazione sanitaria tra Regioni, con migliaia di cittadini costretti a spostarsi per curarsi. Uno squilibrio che si porta dietro un enorme flusso di risorse economiche in uscita: milioni di euro e migliaia di pazienti verso poche Regioni, spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie. Anche l’Umbria, dopo aver registrato sempre un saldo positivo, dal 2020 è costretta a maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni. Negli ultimi tre anni, compreso il 2025, la migrazione sanitaria interregionale ha raggiunto nella nostra Regione nuovi record, confermando un fenomeno in costante crescita che evidenzia profonde disuguaglianze. L’ultimo saldo attivo risale a più di sei anni fa, quando pazienti di altre regioni sono venuti in Umbria per curarsi e pochi umbri sono stati costretti a spostarsi per accedere a cure adeguate. L’emergenza migrazione sanitaria è stata affrontata anche oggi in Consiglio regionale.  “Dopo la recente manovra fiscale da 184 milioni di euro – ha chiesto il consigliere di opposizione Enrico Melasecche (Lega) – quale è il dato del saldo finale della mobilità passiva per l’anno 2025 e in che modo le risorse derivanti dalla manovra fiscale si stanno utilizzando per contenere la mobilità passiva ?”. La presidente Stefania Proietti ha riferito che il saldo effettivo è ad oggi meno 55 milioni di euro, di cui 18 milioni di mobilità passiva “che derivano da conguagli del 2022, 2023 e 2024″(giunta Tesei, ndr). “L’attuale saldo negativo – ha aggiunto la governatrice –  è costituito dalle seguenti voci: seconda rata del conguaglio della mobilità sanitaria 2022 pari a -1,2 milioni; conguaglio della mobilità sanitaria 2023 pari a -14,2 milioni di euro; conguagli 2023 relativi a flussi specifici valorizzati sui dati metrici del 2024 pari a -2,6 milioni; conto 2025 flussi standard di mobilità calcolato sui dati di produzione disponibili per l’anno 2024 pari a -37,5 milioni. Ecco questo -37,5 milioni è il dato del riparto 2025. La mobilità passiva nel 2025 subisce una frenata, in linea con quella del 2024, pari a 37 milioni. Noi scontiamo 18 milioni di mobilità passiva che derivano dai conguagli del 2022, 2023 e 2024. Ricordo che dal 2020 l’aumento del saldo tra mobilità passiva e attiva aumenta del 20%”. La presidente si è poi soffermata su una serie di provvedimenti messi in atto per recuperare la mobilità passiva. “A partire – ha spiegato – dalla sottoscrizione degli accordi bilaterali: il primo l’abbiamo sottoscritto con l’Abruzzo. Stanno arrivando gli accordi con le regioni Toscana, Emilia Romagna, Marche e Lazio. Rispetto alla sanità privata non abbiamo proprio aumentato niente. Abbiamo solo confermato quello che questa Regione ha da ben 30 anni, con una differenza: non abbiamo previsto l’aumento del 20% che avevate previsto voi nella delibera dell’agosto 2024 e diciamo noi alla sanità privata, cosa deve fare per aiutarci ad abbattere le liste d’attesa”. Tagliente la replica dell’ex assessore regionale Enrico Melasecche: “A me risulta che nel 2024 era 34 milioni, ora 37”.