Paparelli and Monni e la benedizione della “Kissinger” di palazzo Donini
Il tema dell’incontro è stato come dare corpo politico a tutto ciò che non si riconosce né nel Pd “troppo a sinistra” né con “Comunità riformista” troppo libera e con propositi aggressivi. Il modello evocato, manco a dirlo, è quanto avvenuto alle ultime regionali in Toscana “Giani presidente – Casa Riformista”. L’eterna ricerca di un centro che nel “Patto Avanti” umbro non c’è ma che sia in totale sintonia con il “Patto Avanti”. Attorno al tavolo un campionario politico del tutto inaspettato: l’ex vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli e l’ex consigliere regionale Massimo Monni. E poi lei, la figura chiave di palazzo Donini, al fianco della governatrice con un ruolo cruciale, inseparabili e regista delle sue giornate. L’ex vicepresidente della Regione, ormai vicinissimo a Italia Viva di Matteo Renzi, si sta muovendo in ogni luogo per mettere fieno in cascina. Massimo Monni, invece, dopo le incomprensioni degli ultimi tempi con i compagni socialisti, è impegnato a fare qualcosa di utile per il “Patto Avanti”. La “Kissinger” di palazzo Donini avrebbe rilasciato il nulla osta all’operazione. Primi sostenitori dell’azione l’avvocato perugino Massimo Perari e Stefano Pastorelli, assisano, ex capogruppo regionale della Lega Umbria. Primi appuntamenti ? Prossime elezioni politiche e comunali (Città di Castello, Spoleto, Todi, Terni). Per ora, dunque, la benedizione “kissingeriana” c’è stata per il resto ai posteri l’ardua sentenza.

