Pd umbro verso il congresso: battaglia sulle Province. Quarantenni contro i vecchi leader, tutti i candidati
Dopo la vittoria alle regionali, il Partito democratico dell’Umbria è chiamato a due passaggi importanti: l’elezione dei nuovi presidenti di provincia Perugia e Terni e un nuovo congresso per scegliere il prossimo segretario umbro. Le tempistiche sono diverse ma l’una tiene insieme l’altra. Basti dire, anticipando qualche dettaglio, che tra i due appuntamenti passeranno solo un paio di mesi. Per adesso non ci sono candidati ufficiali ma qualcosa si è già mosso. Iniziamo con l’appuntamento più imminente: la scelta dei nuovi presidenti delle province, dopo le dimissioni di Proietti (Perugia) e Pernazza (Terni), entrambe elette in Regione. La data è stata già fissata: domenica 30 marzo sindaci e consiglieri comunali in carica saranno chiamati al voto. C’è però una scadenza da rispettare: le candidature a Presidente della Provincia dovranno essere presentate entro le ore 12 di lunedì 10 marzo 2025. Restano, quindi, appena 15 giorni per scegliere il sindaco in carica da candidare a presidente. Ieri sera si è riunita la segreteria regionale del Pd Umbro che ha deciso, in poco più di mezz’ora, di dare vita a due commissioni, una per provincia, con il compito di ascoltare suggerimenti e segnalazioni dal territorio. Lo storico Piero Mignini, insieme all’assessore corcianese Gabrielli e alla neo consigliera regionale Michelini, si occuperanno della provincia di Perugia; il presidente dell’Anci Federico Gori, insieme al ternano Daniele Lombardini e all’orvietano Enrico Cruciani, si dedicheranno alla provincia di Terni. Una settimana di tempo per prendere nota, registrare umori e indicare possibili opzioni. A decidere poi sarà la segreteria regionale del partito guidata da Tommaso Bori. Cosa si muove dentro il principale partito della Regione ? Per ora i nomi che circolano sono quelli già noti da diverso tempo: Sandro Pasquali (Trasimeno) e Massimiliano Presciutti (Gualdo Tadino) per la provincia di Perugia; Fabio Di Gioia (Arrone), Lorenzo Lucarelli (Narni) e Giampiero Lattanzi (Guardea) per quella di Terni. Il dibattito all’interno del Pd è aperto e nessuna decisione è stata presa: i “capi” e loro fan cercano di trovare una quadra con l’occhio rivolto al congresso mentre altri, quelli che non fanno parte del cerchio magico, si adattano in maniera passiva alla situazione. Si sentono intrappolati e pensano che a decidere saranno i soliti noti. Per il congresso c’è invece ancora un pò di tempo, in attesa delle decisioni romane. Molto probabilmente non ci sarà alcun rinvio. A fine maggio o inizio giugno si aprirà la fase congressuale che si annuncia abbastanza vivace. Tommaso Bori, ma non solo, sembra intenzionato a prendere ancora di più le distanze fisiche dai vecchi big del Pd (Verini, Sereni, Ascani, Paparelli). Una decisa lontananza in vista delle prossime elezioni politiche quando si tratterà di scegliere i nuovi parlamentari da mandare a Roma. Un’intera classe dirigente di quarantenni convinta che la prossima volta toccherà a loro: Bori, Laureti (che non vede l’ora di tornare in Italia), Spinelli e diversi sindaci. Sognano tutti di andare a Palazzo Montecitorio o a Palazzo Madama. Proprio per questo c’è da controllare il partito regionale e rafforzare il rapporto con Elly. Chi e quanti saranno i candidati a segretario ? I segnali di questi giorni sono discordanti: c’è chi dice “assolutamente no” e chi invece sembra aprire le porte. Si fanno strada diverse ipotesi: Sandro Pasquali, Massimiliano Presciutti, Matteo Burico, Cristian Betti. Sono soltanto alcuni dei nomi che circolano in queste ore. Le sorprese però sono sempre dietro l’angolo.

