Sciopero generale contro la manovra, Cgil “L’Umbria è scesa in piazza”: adesione alta nelle fabbriche e trasporti

Anche in Umbria, questa mattina, la Cgil è scesa in piazza contro la Manovra 2026 del Governo Meloni. L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati. A Perugia sono scesi in piazza anche studenti e pensionati con le bandiere della Cgil. “Lo sciopero in Umbria è riuscito” ha detto la segretario regionale della Cgil Maria Rita Paggio. Gli organizzatori hanno spiegato che i settori con maggiore adesione sono il manifatturiero, le fabbriche e le attività di servizio. “Abbiamo ancora solo i primi dati – ha aggiunto Paggio all’ansa – ma lo sciopero ha avuto un’adesione importante e questo dovrebbe far riflettere il Governo”. La Cgil ha annunciato che nei prossimi giorni partirà una raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per una vera sanità pubblica. Contemporaneamente  sarà impegnata a bloccare col referendum una riforma che in realtà con la riforma della giustizia non c’entra nulla. Altro fronte aperto riguarda l’aumento dei salari, a partire da un riforma fiscale. “Non può essere che la tassazione sul lavoro dipendente e pensioni – afferma la Cgil – sia più alta della tassazione sui profitti e sulle rendite finanziarie”. Lo sciopero nel settore trasporti, afferma Ciro Zeno della segreteria regionale Umbria, “attualmente registra un’adesione del personale che si attesta intorno al 50%”. Secondo Zeno, in Umbria “ci sono delle soppressioni di treni mentre per gli autobus c’è una risposta di circa il 60%”. Con questo trend di adesioni, prevede la Cgil, “potremmo arrivare anche al 70% e sarebbe un grande risultato”.