Terni candidata a Hub regionale e nazionale dell’intelligenza artificiale: il partenariato della svolta e l’accordo trilaterale. Boom di adesioni tra docenti e ricercatori
L’Università degli Studi di Perugia sta accelerando il percorso per il dipartimento dedicato all’intelligenza artificiale a Terni. Il conto alla rovescia è iniziato da tempo e il nuovo Dipartimento è destinato ad accogliere più di 50 docenti e almeno trecento studenti. Il progetto però è ancora più prestigioso: realizzare nella città dell’acciaio un vero e proprio campus moderno. Nel frattempo, ci sarà il trasferimento della facoltà di economia nell’ex teatro C del Centro multimediale. Il taglio del nastro è previsto per il prossimo 9 ottobre, quando a Terni scenderà il Rettore Marianelli e il vertice dell’Ateneo. Intanto arrivano notizie incoraggianti dall’avviso dell’Università per raccogliere le candidature di docenti disponibili a ricoprire incarichi di insegnamento nel nuovo Dipartimento IA: più di 50 hanno manifestato interesse. Una indagine conoscitiva per mappare la disponibilità di professori, ricercatori e studiosi, pronti a ricoprire incarichi di insegnamento. Un esito che supera abbondantemente le previsioni e gli obiettivi iniziali. Dentro all’Ateneo c’era anche chi sperava che la scelta di Terni cadesse, chi voleva tergiversare e chi credeva di tirarla in lungo. Il patto tra il Rettore Marianelli, la Fondazione Carit, la Fondazione Arvedi e Comune ha però retto, non c’è stato alcun ordine sparso e di fronte ad alcuni mal di pancia il progetto è stato blindato. Si va avanti a spron battuto, senza indugi e a gran velocità. Sarà Terni, la Manchester d’Italia, la città dell’acciaio, protagonista dell’innovazione tecnologica e digitale, a proiettare l’Umbria del futuro. “Nasce a Terni dalla convergenza tra vocazione industriale e innovazione nella scienza dei materiali, con il duplice obiettivo di formare profili di ‘junior data scientist” in IA e fungere da innesco di sviluppo territoriale” ha spiegato il professor Livio Fanò, associato di Fisica sperimentale e delegato del rettore all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture di ricerca e tecnologie. Un progetto che si distingue per la capacità di attrarre investimenti privati e, al contempo, di garantire una gestione sostenibile delle risorse pubbliche. Un partenariato che mette insieme le principali istituzioni della città in un’epoca in cui le risorse a disposizione sono scarse e soggette a riduzioni e vincoli sempre più stringenti. “Terni ha oggi davanti a sé una grande opportunità: costruire una vera identità di città universitaria, capace di attrarre studenti, famiglie, ricercatori e nuove energie” ha commentato Giocondo Talamonti presidente dell’associazione culturale per “Terni Città Universitaria”. Per la prima volta c’è un accordo trilaterale che va oltre le tradizionali e superate forme di cooperazione: Università degli Studi di Perugia, Fondazione Carit e Gruppo Arvedi. In un sol colpo convergono tre soggetti fra i più rilevanti del panorama umbro, a testimonianza del carattere strategico del progetto. Lo stesso sindaco di Terni si è reso conto della determinazione messa in campo manifestando subito il desiderio di avere un ruolo. In un batter d’occhio è arrivato il contratto quadro, approvato poi dall’Ateneo, sulla ex foresteria di Ast, occupata oggi dagli uffici comunali: saranno sistemate palazzina e parco con destinazione prorettorato, uffici di segreteria, aule studio e biblioteca. L’obiettivo è superare il modello di un’università frammentata e scollegata dal tessuto urbano, facendo di Terni un vero e proprio campus universitario nel cuore della città. Sarà la Fondazione Arvedi a finanziare i lavori con un investimento di circa 4,5 milioni di euro mentre sul nuovo Dipartimento di IA la Fondazione Carit mette nel piatto 5-6 milioni di euro. Più di dieci milioni di euro che non vengono da bilanci pubblici di enti locali o da quello regionale. Terni sta gettando le basi per riprendersi un ruolo centrale nel panorama regionale, per contribuire in modo efficace alla competitività delle imprese umbre, per favorire e migliorare l’innovazione e l’efficienza dei processi produttivi e per diventare uno dei principali hub italiani dell’innovazione applicata alla salute.

