Università degli Studi di Perugia, il retroscena sulle dimissioni della direttrice Vivolo e il cambio di rotta. Antonella Bianconi in pole per la successione
Si è conclusa, come noto a tutti, l’esperienza della direttrice generale dell’Università di Perugia, Anna Vivolo. Una professionista da tutti descritta come competente e rigorosa, con un curriculum di livello assoluto. L’unica pecca, raccontano, un carattere forte e, a volte, scontroso. Le sue dimissioni in realtà non hanno rappresentato una grande sorpresa: alcuni già da tempo sostenevano una fine imminente. Del resto, Palazzo Murena è una piccola comunità dove tutti si conoscono e le dicerie si diffondono rapidamente. E, per di più, lo stesso Rettore Massimiliano Marianelli, in carica da sette mesi, non avrebbe mai digerito bene il caratteraccio della direttrice portata a Perugia dal suo predecessore, Maurizio Oliviero. L’ex rettore, recentemente nominato direttore del Centro studi e di alta formazione per l’ambiente (Cisafa), aveva scelto di non appiattirsi sull’esistente, bensì mirare al futuro, ponendosi obiettivi più ampi di quelli meno ambiziosi dell’acropoli perugina. Per questo, almeno credeva, era uscito dalle mura etrusche e aveva pescato direttamente dal ministero dell’Università e della Ricerca. Se la scelta si è poi rivelata giusta lo lasciamo decidere ad altri, così come non sta a noi dare un giudizio sul rettorato precedente. Tornando alle dimissioni della dottoressa Anna Vivolo, proviamo invece a capire cosa è successo dietro le quinte. C’è stato, come qualcuno racconta, un “casus belli” dietro le dimissioni della dottoressa Vivolo ? Ufficialmente tutti tacciono: a Palazzo Murena si registra un silenzio sepolcrale e la diretta interessata si è chiusa in un riserbo assoluto e impenetrabile. Labbra sigillate per impedire la fuoriuscita di qualsiasi parola o indizio. C’è, invece, qualche bene informato che rivela una traccia all’origine di tutto. Un intreccio che avrebbe giocato un ruolo nella vicenda. Prima di approfondire il canovaccio della confidenza va però fatta una premessa: il destino della Vivolo era già segnato. Secondo alcune fonti, che come sempre vanno prese con le pinze, un pezzo di establishment dell’Ateneo non avrebbe gradito l’ingresso di Anna Vivolo nel Consiglio di Amministrazione di Brunello Cucinelli. Eppure, la direttrice generale aveva avuto il nulla osta del Rettore Marianelli. Cosa è successo in poco tempo ? Difficile da dire, visto l’ambiente imperscrutabile che si registra sulla vicenda. Sembra verosimile quanto riferisce un edotto universitario che conosce i meandri dell’Ateneo: Marianelli ha cambiato maggioranza nel frattempo. Dopo aver firmato con Gammaitoni un accordo prima del secondo turno, ha stretto un patto con Porena e ha mutato rotta. “Non faccia l’ingenuo basta vedere cosa sta avvenendo al Dipartimento Medicina e Chirurgia ” spiega ancora l’interlocutore. Cosa è successo ? “Lo chieda al povero Francesco Grignani” risponde con un sorriso. Poi aggiunge: “Siamo sempre nelle mani di Talesa, più di prima”. Questa però è tutta un’altra cosa che non ha attinenza con le dimissioni di Anna Vivolo. Tornando alla direttrice, la vicenda si sarebbe chiusa con un breve incontro tra Marianelli e Vivolo: “Mi dispiace ma il nostro rapporto finisce qui”. Un gelido scambio di battute, un cortese saluto e successivi attimi di sconcerto. La Vivolo avrebbe accennato l’addio ad alcuni colleghi: “Sono stati anni molto belli, ringrazio tutti e vi saluto”. Si è messa in ferie fino a tutto agosto e dal primo settembre torna al ministero dell’Università e della Ricerca con un ruolo di primo piano. Avrà il dente avvelenato con l’Ateneo di Perugia ? Porterà livore ? Non è da lei ma a Palazzo Murena qualcuno è in apprensione. Chi sostituirà la Vivolo ? Nei corridoi dell’Ateneo si vocifera di un ritorno: la perugina Antonella Bianconi. Per ora sono voci, indiscrezioni che circolano nell’ambiente universitario. Resta una domanda finale: perché dopo averla autorizzata l’ingresso della Vivolo nel Cda di Cucinelli è diventato un problema ? Probabilmente resterà inevasa.

