Università di Perugia al voto: candidati agguerriti ma elettorato fluido. Il “Patto delle frittelle” e i “cuori freddi” di Ingegneria

Elezione del Rettore: candidati agguerriti ma elettorato fluido. Pronti, attenti, via. Il nuovo Statuto è entrato in vigore e il decano Ermanno Cardelli ha emanato il decreto che stabilisce le date per eleggere il nuovo Rettore dell’Università di Perugia per il sessennio 2025-2031. Si voterà il 4 giugno e se, cosa assai probabile visto il numero di candidati, nessuno raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti esprimibili dal corpo elettorale, il 17 giugno si procederà al ballottaggio fra i due candidati con il maggior numero di voti. Diverse le novità, a cominciare dal sistema di voto che sarà espresso dagli aventi diritto in forma elettronica. Una semplificazione che certamente alleggerisce le procedure e fa risparmiare tempo, consentendo solo qualche minuto dopo la fine della sessione elettorale di conoscere il nome del nuovo Rettore. Sicuramente ai tradizionalisti mancherà molto lo spoglio scheda dopo scheda, che teneva in tensione per ore l’Aula Magna, fino all’esplosione del fragoroso applauso che decretava la vittoria di uno dei candidati. Altra importante novità è il peso elettorale del personale tecnico amministrativo, bibliotecario (Collaboratori ed Esperti Linguistici) e dirigenziale con voto ponderato pari al venti per cento degli elettori, in pratica quasi 300 voti che, se compatti, potrebbero rivelarsi determinanti per scegliere il nuovo Rettore. Come decisivo potrebbe essere anche il voto degli studenti, in gran parte monopolizzato dall’UDU, l’associazione degli studenti di Sinistra. Più fluido appare invece il voto dei docenti e dei ricercatori. Le gabbie politiche, culturali e ideologiche sembrano ormai rotte, per lasciare spazio a scelte individuali o di piccoli gruppi di ricerca che sceglieranno chi votare sulla base di assicurazioni, di empatia con questo o quel candidato. Così il candidato Daniele Porena, con un passato a destra, senza nessun imbarazzo, si fa vedere sottobraccio a un importante esponente della Cgil all’incontro sul futuro dell’Università italiana, organizzato dal Pd regionale qualche settimana fa al 110 Caffè, e stipula, nel giorno di San Giuseppe, in una nota pasticceria perugina, il “Patto delle frittelle” con il Direttore del Dipartimento di Medicina, Vincenzo Talesa, un tempo vicino alla Uil, e con Antonio Bartolini, assessore di spicco della Giunta di Catiuscia Marini. Massimiliano Marianelli, invece, esponente di primo piano della Cisl università, non sembra avere il consenso di tutto il sindacato. Il candidato Luca Gammaitoni, a sua volta, non rinnega la sua appartenenza allo schieramento di Centrosinistra, vanta una militanza giovanile nell’Azione Cattolica, ma è appoggiato anche dal mondo cattolico moderato, pure vicino al movimento di Comunione e Liberazione, che in realtà sarebbe più simpatetico con il candidato Marcello Signorelli. Neanche le appartenenze disciplinari sembrano reggere più di tanto. Paolo Carbone, che si appresta ad affrontare la campagna elettorale con l’ombra di Franco Cotana, sconfitto da Oliviero nelle passate elezioni, si mormora che non riesca a scaldare tutti i cuori degli ingegneri, tanti, mentre per le loro competenze organizzative e gestionali sono ormai ai vertici di più di metà degli Atenei italiani. Insomma, una situazione fluida nella quale accanto alle scelte guidate da appartenenze politiche, sindacali o ideologiche avranno un peso anche i contatti personali, le amicizie, le relazioni interpersonali e siccome il nuovo Statuto non prevede più un secondo turno, momento delle mediazioni, delle combinazioni tra candidati, il futuro Rettore potrebbe trovarsi nella condizione di gestire una miriade di accordi personali, o con piccoli gruppi di pressione, i cui interessi potrebbero non sempre coincidere con l’interesse generale dell’Ateneo.