Usl unica in Umbria: proposta archiviata. Scatto per il nuovo ospedale di Terni, rebus Narni-Amelia

Sul tavolo non c’è più la fusione delle due Usl umbre, resta invece da approfondire la “pratica” del nuovo ospedale di Narni-Amelia. E’ quanto emerso dall’incontro di ieri, convocato dal capogruppo Cristian Betti, che ha visto la partecipazione dei nove consiglieri dem di palazzo Cesaroni e del segretario regionale Pd, Damiano Bernardini. E’ chiaro a tutti che sulla sanità è in gioco il futuro della legislatura. Sull’ipotesi di riduzione ad un’unica Asl c’è stata una netta contrarietà da parte di tutti. I consiglieri ternani, Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti, avevano già fatto sapere ai vertici di partito di essere determinati a contrastare in tutti i modi l’ipotesi di modifica degli attuali assetti. Una mossa che ha fatto capire l’antifona a tutti gli altri. Resta, invece, un rebus la realizzazione del nuovo ospedale di Narni-Amelia, con la maggioranza dei consiglieri dem convinti che la vera sfida è la realizzazione del nuovo Ospedale di Terni. Per alcuni non c’è tempo da perdere: va individuata subito l’area dove localizzarlo e vanno convogliate tutte le risorse sull’intervento più importante della legislatura. Prende forza l’ipotesi di Colle Obito. Su Narni-Amelia, invece, resta rigida la posizione dell’assessore narnese Francesco De Rebotti che prova a difendere con le unghie e con i denti il progetto. Una posizione però abbastanza isolata anche alla luce dei maggiori costi che supererebbero i cento milioni di euro. In merito al nuovo Piano Sanitario, i consiglieri regionali Pd chiedono un nuovo modello organizzativo di forte prossimità e di integrazione tra le reti assistenziali territoriali, ospedaliere e specialistiche. A cominciare dalle Case della Comunità finanziate con risorse del Pnrr, per consentire ai cittadini di accedere facilmente ai servizi di cura. Sarà richiesto alla presidente Proietti uno sforzo straordinario per rafforzare l’assistenza territoriale. Proprio ieri, dall’ultimo monitoraggio Agenas, è emerso che in Umbria mancano più di 110 tra medici e infermieri. Una situazione di precarietà che potrebbe mettere a rischio la operatività stessa delle strutture istituite per avvicinare i servizi di cura ai cittadini.