Alla Chiesa dell’Umbria 21 milioni di euro dall’8xmille: ecco come vengono spesi

Ha sfiorato i 21 milioni di euro l’impegno complessivo sostenuto nel 2025 nelle otto diocesi dell’Umbria attraverso i fondi dell’8xmille. Nel 2024 il totale generale ammontava a 21.999.005 di euro. I numeri emergono dal rendiconto regionale 2025, documento arrivato alla nona edizione e che illustra l’impiego delle risorse provenienti dalla firma dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica, presentato questa mattina nella sala del Dottorato nel complesso della Cattedrale di Perugia. Per l’arcivescovo di Perugia Ivan Maffeis “il Rendiconto di quest’anno in realtà sembra segni una piccola inversione di tendenza”. D’altra parte, ha aggiunto Maffeis, “insieme alla gratitudine per chi firma per destinare i fondi alla Chiesa cattolica, dobbiamo riconoscere che è una società diversa da quella di ieri, che non vuol dire che non apprezzi l’intervento della Chiesa però forse è anche più distratta”. Tra gli interventi, quello di Giovanni Lolli, diacono coordinatore della commissione regionale per il sostegno alla Chiesa cattolica. “I fondi che arrivano alle diocesi dell’Umbria sono rimasti pressoché gli stessi, il calo è imputabile all’edilizia di culto che varia ogni anno a seconda delle opere finanziate”. L’Umbria dunque “non risente” del calo generale dell’8xmille. “Sono tantissime le opere che realizziamo anche nel sociale, quest’anno prendiamo in esame la situazione degli anziani su cui la chiesa si è sempre spesa”. L’edizione 2025 del rendiconto è infatti dedicata al tema “Nel cuore della Chiesa gli anziani e i deboli”. Poco più di 4,2 milioni di euro sono stati impiegati per attività di culto e pastorale, mentre 3,8 per interventi caritativi nella comunità. Ammonta invece a 4,4 milioni di euro il totale destinato a edilizia di culto e beni culturali. Tra le voci di spesa del Rendiconto “che dà conto di tanti progetti” che spaziano tra l’educazione ai ragazzi, cura degli anziani e carità, ci sono anche 8,6 milioni di euro per il sostentamento di oltre 630 sacerdoti dell’Umbria. La quota 2025, è spiegato nel rapporto, deriva dal gettito Irpef 2021 e delle scelte compiute dagli italiani nel 2022. I fondi, infatti, vengono erogati tre anni dopo rispetto alle dichiarazioni dei redditi.