Avvocati intercettati nel carcere di Perugia: il ministro Nordio dispone accertamenti
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto, “a fronte di tale grave, ipotizzata violazione della riservatezza dei colloqui difensivi”, tutti gli accertamenti necessari da parte dell’Ispettorato Generale “per chiarire la vicenda, e di formulare conseguenti proposte”. Lo comunica lo stesso Ministero della Giustizia in una nota. Il caso degli avvocati intercettati nel carcere di Capanne torna così al centro dell’attenzione. La decisione del ministro Nordio arriva dopo il faccia a faccia tra il Procuratore Generale di Perugia Sergio Sottani e il presidente dell’Ordine Carlo Orlando e il vertice della Camera penale locale, Luca Gentili. Incontro avvenuto in un “clima di assoluta cordialità” con il Procuratore Generale che ha assicurato “la massima attenzione sui fatti emersi, i quali risultano tuttora in fase di verifica anche da parte degli organi istituzionali competenti, tempestivamente interessati”. Le consigliere laiche del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) Claudia Eccher e Isabella Bertolini, invece, hanno annunciato nei giorni scorsi di aver chiesto l’apertura di una pratica al Csm per verificare la correttezza delle procedure adottate e l’eventuale sussistenza di profili di responsabilità. L’Unione delle camere penali “esprime apprezzamento per l’attenzione e la sensibilità istituzionale manifestate dal ministro della Giustizia” che ha disposto accertamenti sulle intercettazioni tra legali e detenuti nelle sale colloqui del carcere di Perugia. Posizione fatta propria anche dal presidente della Camera penale di Perugia Luca Gentili. L’Organismo forense nazionale sottolinea che il ministro “ha confermato la propria disponibilità a un confronto costante e rigoroso sui temi della tutela del diritto di difesa, delle garanzie fondamentali e delle riforme necessarie al miglior funzionamento della giustizia”.

